“Gol, grinta e follie”: l’ex Caceres

Caceres

Che Martin Caceres avesse lasciato un bellissimo ricordo nell’ambiente Juventus lo abbiamo detto anche ieri, era dunque prevedibile che Tuttosport gli dedicasse un approfondimento per ricordarne le gesta bianconere e, comunque, per esaltarne l’ottima stagione finora.

Gol pesanti, battaglie cruente e notti folli“: così viene descritto sul quotidiano torinese. Gol pesanti come quello al Napoli nel 2012 o come quella doppietta in semifinale di Coppa Italia l’anno prima. Battaglie cruente come quel momento di Juventus-Real Madrid del 2013, in cui i suoi piedi, saldi per terra a proteggere il pallone, iniziarono a scorrere solcando il terreno per la spinta disumana di Bale. Notti folli, come quell’incidente in auto che lo tenne distante dal campo e fece prendere uno spauracchio a tutti i bianconeri.

Ricordato come giocatore sudamericano in talento e temperamento, elemento di grande caratura nella Juventus dei campioni, uomo di fiducia di Antonio Conte. Certo: “In sede tremavano quando uscivano lui, Vidal e Pereyra tutti assieme. In quelle serate Torino saliva di una decina di posizioni la classifica delle città più pericolose del mondo“, scherza ma neanche troppo il collega Vaciago.

Un giocatore piacevolmente ricordato, dunque, e sabato “non mancheranno abbracci sinceri“, perché Martin faceva parte di una Juve che ora è cambiata. La squadra di oggi è radicalmente cambiata da quella del 2012, sono cambiate le emozioni, l’allenatore, il modo di giocare. In quella Juve Caceres era uno dei leader.

Sì, mi dispiace che non sia rimasto alla Juventus perché Martin avrebbe voluto: si trovava molto bene a Torino. Forse alla Juventus non era più gradito però“, parole recenti della madre di Caceres a Juvenews, ma “sui cellulari della dirigenza bianconera sono drasticamente diminuite le chiamate notturne“, scherza ancora Vaciago.

Redazione

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