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Tavecchio e i fratelli d’Italia: chi si prende le colpe?

Dopo l’incredibile mancato accesso ai Mondiali 2018 da parte della Nazionale Italiana, le fondamenta della FIGC hanno iniziato a tremare: inevitabile l’addio di Ventura, è notizia di ieri anche l’abbandono di Tavecchio, ormai ex presidente della Federcalcio, al quale non era rimasta altra soluzione se non quella delle dimissioni.

Lasciare la poltrona non è stato facile, e lo fa con una conferenza stampa al vetriolo, in cui ancora una volta lancia accuse verso chiunque, tranne che se stesso: Tavecchio, infatti, ha messo in atto il vecchio gioco dello “scaricabarile”, dando la colpa della scelta di Ventura come CT a Marcello Lippi, supervisore tecnico delle nazionali. Quest’ultimo, dal canto suo, si è difeso ai microfoni di SkySport: “Sono andato in Federazione e riportato a Tavecchio le mie impressioni, chiarendo che l’allenatore lo avrebbe scelto lui. E lui disse che avrebbe scelto Ventura per una questione di esperienza”.

Lascia la poltrona senza volerlo fare veramente, ma è veramente tutta colpa sua? O è forse il sistema calcistico attuale italiano che non funziona a dovere?

Nella nebulosa situazione che si è venuta a creare, il commissariamento ventilato da Malagò, presidente del CONI, sembrerebbe l’ipotesi più probabile: la strada legalmente più legittima, ma anche quella che allontanerebbe l’idea di nuove elezioni entro 90 giorni.

La Gazzetta dello Sport riporta il nome di Alessandro Costacurta come il più probabile per il ruolo di commissario, affiancato dal giurista Nicoletti, attuale vice-commissario della Serie A.

In ogni caso, da questo quadro emerge un’unica certezza: tutti pronti a salire sul carro del vincitore quando se ne presenta l’occasione, ma in pochi hanno poi il coraggio di assumersi la responsabilità quando gli eventi girano a sfavore. Che Tavecchio abbia le sue colpe e si sia dimostrato inadeguato per il ruolo affidatogli sembra palese ai più, ma chi lo ha votato perché ora rimane in religioso silenzio?

La speranza è che il nostro calcio possa trovare in questa situazione negativa una nuova spinta, per presentarci alle Qualificazioni per Euro 2020 con animo rinnovato.

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