Matteo Mascetti, figlio di Emiliano e attuale scout del Bayer Leverkusen, ha parlato al Corriere di Verona per ricordare l’amicizia di suo padre con Osvaldo Bagnoli: “Erano molto spartani. Fuori a cena, non c’erano compostezza, contegno. E prima di tutto c’era sempre e soltanto l’Hellas, il suo bene, fare quello che era giusto per il Verona”.
Matteo Mascetti racconta il padre e Bagnoli
RICORDI. “A restarmi impresso è un viaggio che facemmo, nella primavera del 1988, a Berlino. Lì si teneva un torneo prestigioso, il “Quattro Nazioni”. A parteciparvi erano la Germania Ovest, l’Unione Sovietica, la Svezia e l’Argentina. Salimmo con le rispettive famiglie. Papà e Osvaldo mi portarono allo stadio. C’erano da vedere all’opera Claudio Caniggia e Pedro Troglio, che giocavano nell’Argentina ed erano prossimi al passaggio al Verona, e poi Lothar Matthäus, che il babbo e Osvaldo avrebbero voluto in gialloblù, ma che ormai era vicino all’Inter, dove andò”.
AMICIZIA. “Alla sera, c’era sempre la telefonata tra di loro per parlare della squadra. Erano altri tempi, le società non avevano le strutture di oggi. Con allenatore e direttore sportivo, c’era il presidente. Si dialogava così, con semplicità. Quando papà decise di andare alla Roma, dov’è poi rimasto per tanti anni, il loro rapporto rimase fortissimo. Mio padre ha cercato di portare Osvaldo sulla panchina giallorossa, ma non ci furono le condizioni. Erano uomini riservati, introversi. E quando due introversi diventano amici, quell’amicizia durerà per sempre”.
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Due Signori!!! 💛/=\💙
Per noi tifosi dell’ Hellas sono immortali.🙏🙏🙏💛💙💛💙💛💙
Mascetti.. squisite persone che hanno fatto dell’educazione il principio base dello sport e della quotidianità! Grazie