ESC. CH – Primavera, Feola: “Cambi di allenatore e cessioni non sono stati d’aiuto, ma niente alibi”

L'esterno gialloblù si è raccontato in esclusiva ai nostri microfoni

william feola primavera hellas verona
Foto: Hellas Verona FC

Arrivato la scorsa estate dopo l’esperienza al Como, William Feola si è subito imposto sulla Primavera del Verona, diventando immediatamente un titolare inamovibile nello scacchiere dei tecnici che si sono succeduti sulla panchina dei baby gialloblù. Trentotto infatti le presenze stagionali totali per l’esterno romano, il quale ha anche condito la propria annata con cinque assist e tre rigori trasformati (due in campionato e uno in Coppa Italia).

Curiosi di conoscerlo un po’ meglio, lo abbiamo quindi raggiunto per parlare un po’ di lui e per analizzare la stagione che ha visto l’Hellas salvarsi, ma non raggiungere i tanto agognati play off.

Di seguito, dunque, la nostra intervista esclusiva a Feola.

La stagione appena conclusasi

Partiamo subito dalla stagione appena conclusa con il raggiungimento dell’obiettivo salvezza…
«Era l’obiettivo che ci eravamo prefissati all’inizio, anche se poi a un certo punto le aspettative si erano alzate. Nella prima parte ce la siamo giocata con tutti, “big” incluse, facendo sempre la nostra partita e spesso dominando, quindi a un certo punto pensavamo di poter ambire a qualcosa di più. Poi però è arrivato un calo che ci può stare e non siamo riusciti a qualificarci per i play off. Siamo comunque contenti di aver raggiunto ciò che ci eravamo prefissati prima dell’inizio della stagione, perché la salvezza in un campionato così competitivo non è mai un traguardo scontato».

Cosa non ha funzionato nella vostra rincorsa ai play off? E quanto hanno pesato i cambi di allenatore e le cessioni invernali?
«Credo che il cambio dell’allenatore ci abbia influenzato a livello mentale. Per esempio, mister Moro ci ha dato disponibilità al 100% e noi abbiamo provato ad adattarci al suo stile di gioco, ma farlo nel mezzo della stagione non è facile. Anche perdere giocatori come Pavanati e Kurti sicuramente non c’è stato d’aiuto. Diciamo che ci sono state tante difficoltà, ma comunque non voglio creare alibi».

Feola si racconta

Parliamo anche un po’ di te: sei un giocatore duttile, ma qual è il ruolo in cui ti senti più a tuo agio?
«Il ruolo che preferisco è quello di “quinto” di destra, una posizione di campo in cui posso alternare fase difensiva e offensiva. Per caratteristiche però mi trovo molto bene anche come “braccetto”: ritengo di essere un giocatore bravo nella fase di possesso e agire in quella zona mi aiuta a restare in mezzo al campo».

Trentasei presenze in campionato al tuo primo anno al Verona, a cui se ne aggiungono due in Coppa Italia: sei subito diventato un elemento importante…
«Il direttore Margiotta mi ha convinto subito a venire al Verona e io volevo dare il massimo per questa maglia perché conosco la storia dell’Hellas. Ho dato tutto, sia nei momenti belli che in quelli difficili, e credo che le trentasei presenze siano il premio alla mia stagione».

Ti sei scoperto rigorista quest’anno oppure lo sei sempre stato?
«Sinceramente mi ci sono scoperto in questa stagione! Mi alleno sui calci da fermo da tantissimo tempo e spesso batto punizioni e calci d’angolo, ma l’ultimo rigore l’avevo tirato due o tre anni fa, sbagliandolo pure (ride, ndr)! Da lì ho deciso di lasciar perdere e di lasciarli agli attaccanti. Dopo essermi proposto e aver segnato quello agli ottavi di finale di Coppa Italia contro la Lazio, ho però deciso di lavorarci su e, quando Vermesan è stato promosso in prima squadra, alla fine sono diventato io il rigorista».


Il video degli ottavi di finale di Coppa Italia che ha visto Feola segnare il rigore decisivo

Le esperienze in prima squadra

Negli ultimi anni hai avuto modo di lavorare con diversi allenatori in Serie A. Cosa ti hanno lasciato?
«Ho iniziato a lavorare con la prima squadra nella Roma di De Rossi, un tecnico d’oro che parla e scherza molto con i giovani, facendoli sentire a loro agio. Questo è molto importante per noi. Fabregas al Como mi ha trasmesso tanta fiducia: nei mesi in cui mi sono allenato con lui, mi diceva sempre di non aver paura di sbagliare e di giocare come so fare. Zanetti invece mi ha fatto tirare fuori il carattere e mi ha reso più professionale. Mister Sammarco è invece quello che mi ha trasmesso di più, sia a livello tecnico-tattico che sotto tutti gli altri punti di vista».

Com’è allenarsi con i “grandi”?
«Allenarsi con la prima squadra è tanta roba. Cominci a capire il ritmo a cui vanno e cos’è il vero professionismo, inoltre inizi a vedere giocatori di qualità come Dybala, Nico Paz e Sergi Roberto e a stare con loro».

C’è qualche giocatore con cui hai legato particolarmente?
«A Roma ho legato tanto con Mancini, Cristante e Pellegrini: tutti e tre mi hanno dato una grande mano. A Como mi sono trovato molto bene con Sergi Roberto, un giocatore che dà una grande mano ai giovani. Qui a Verona mi hanno accolto subito molto bene Perilli, anche lui romano come me, e Gagliardini, un altro giocatore che mi ha aiutato tanto».

Domenica c’è Verona-Roma, una partita senz’altro speciale per te. Da dove la seguirai? Dobbiamo aspettarci Feola in panchina?
«Chiaramente per me sarebbe un sogno essere convocato, ma probabilmente la seguirò da casa. Abbiamo quattro giorni liberi e quindi penso che, salvo sorprese, tornerò a Roma dalla mia famiglia perché non la vedo da cinque mesi».

Redazione

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3 mesi fa

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