Paolo Bertolucci, soprannominato Braccio d’oro, è stato uno dei tennisti più raffinati della storia e da anni vive a Verona, tanto da sentirsi un po’ veronese.
Raggiunto dai colleghi de L’Arena ha parlato di Hellas di ieri e di oggi, raccontando anche qualche aneddoto interessante.
Di seguito, dunque, le sue principali considerazioni.
«Quando ero giovane avevo un grande rapporto di amicizia con i giocatori della grande Lazio degli anni Settanta, quella che per certi aspetti assomigliava al Verona dello Scudetto.
Parliamo di due squadre che qualunque amante dello sport non può dimenticare. Da una parte c’era Maestrelli, dall’altra Bagnoli, due tecnici di grande personalità. All’Hellas poi c’erano Elkjaer, Fanna, Tricella… Ora è tutto diverso.
Il calcio di oggi? Quando mi affeziono a un giocatore, viene venduto, ma meglio vendere e restare in Serie A. Questo è un modello di sport che parte da squadre come Verona ed Empoli, ma anche dalla Lazio. È un meccanismo difficile, però ci sono persone qualificate che fanno quadrare i conti in campo e fuori. Non è un caso che il Verona si salvi sempre: merito del club e di Sogliano».



Ecco xchè non amo il presidente che piange denaro ma poi…calcio triste
Vendere per far soldi…cmq bravo Setti a capire gli uomini chiave.
Esatto merito di sogliano….
Il sistema setti sta prendendo piede in tutta la massima serie.
Setti n. 1
Infatti i Paperoni del calcio più ci mettono soldi e più affondano (nel calcio) quasi giocassero alla play station. Vedi gli esempi eclatanti delle più ricche proprietà del calcio italiano: nonostante Renzo Rosso il Vicenza è in serie C, nonostante gli Squinzi il Sassuolo è in serie B, nonostante gli Hartono il Como non credo si salverà, nonostante I Berlusconi il Monza rimane al livello dell’Hellas.
La verità è che uno può essere il più grande paperone del mondo ma se investe poco nel mondo del calcio diventa un anatroccolo come tanti; vedi mr. Diesel, sarà anche sfondato ma vi assicuro che nel calcio ci mette una miseria.
Te lo ghe capio desso!!!!!