Marco Pennacchioni, per tutti ‘Penhu’, 61enne impiegato nel settore della distribuzione turistica che vive davanti al Bentegodi, è il recordman degli abbonamenti e delle partite viste allo stadio. Queste le sue parole al Corriere di Verona: “Ho fatto conto, tra Verona e Chievo, di averne seguite più di 1.500. I miei abbonamenti sono tutti scrupolosamente archiviati, come sono abituato a fare con gli altri oggetti della mia personale collezione sportiva, dagli album delle figurine e gli almanacchi Panini, fino ai biglietti delle partite viste in trasferta. A introdurmi a questo metodo di conservazione è stato mio fratello Carlo, di tre anni più grande di me ⌈…⌋ L’unico stop è arrivato con il Covid, perché si giocava a porte chiuse e, ovviamente, non era possibile sottoscrivere abbonamenti. Altrimenti, quando lo sport a Verona chiama, ci sono sempre»”.
“Con l’Hellas dagli anni ’70. Vi spiego l’origine del mio soprannome”
PRIMA VOLTA. “L’aneddoto è questo: io sono nato il 19 dicembre, il 20 si giocava Verona-Torino e così mi fu regalato il biglietto, andai allo stadio con mio cugino Ennio. Il fatto è che la partita, quel giorno, non venne disputata, fu rinviata per nebbia. L’esordio fu nel recupero, il 6 gennaio 1971, con la vittoria gialloblù siglata dal Gringo Clerici”.
SOPRANNOME. “Su una tivù locale, alla fine degli anni ’70, trasmettevano il calcio brasiliano. Ogni giocatore aveva, appunto, un soprannome. Nel gruppo di amici di allora traemmo ispirazione da quell’usanza e così divenni, per tutti, il Penhu”.
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