ESC. CH – Women, Zanoni: “L’Hellas è casa mia. E che brividi al Bentegodi…”

La giovane giocatrice dell'Hellas si è raccontata in esclusiva ai nostri microfoni

greta zanoni hellas verona women
Ph. Riccardo Donatoni

Diciotto anni compiuti da poco, ma con alle spalle già diverse presenze in prima squadra (con la quale ha peraltro già segnato) e la chiamata in Nazionale: Greta Zanoni, oltre a essere probabilmente la giocatrice dell’Hellas Verona Women con il fan club più vivace e rumoroso tra le gialloblù (venire in via Sogare durante le partite per conferme…), è in ottica futura uno degli elementi più interessanti della rosa a disposizione di Simone Bragantini.

Per conoscerla un po’ meglio, abbiamo quindi deciso di approfittare della sosta natalizia per raggiungerla e scambiare con lei due chiacchiere.

Di seguito, dunque, la nostra intervista esclusiva alla giocatrice del Verona.

Zanoni si presenta: dai tornei in provincia al primo gol con il Verona

Partiamo dal tuo approdo al Verona: eri ancora una bambina quando hai vestito per la prima volta la maglia dell’Hellas. Quali sono i tuoi primi ricordi gialloblù?
«Questi colori mi rappresentano da sempre. Ricordo i diversi tornei che ho giocato da piccola e durante i quali ho subito capito che questa sarebbe stata casa mia. Ne ricordo in particolare uno giocato a Colognola ai Colli, uno dei primissimi ricordi di una partita giocata con il Verona».

Che giocatrice è Zanoni in campo? Sulla fascia ti abbiamo vista agire un po’ dappertutto…
«Personalmente preferisco giocare esterno alto: per caratteristiche, credo sia il ruolo che mi si adatta meglio perché mi reputo una giocatrice offensiva. Mi piace comunque agire a tutta fascia, quindi anche terzino o “quinto” di centrocampo».

A diciotto anni compiuto da poco, hai già diverse presenze in prima squadra e hai anche già trovato la tua prima rete con le “grandi”. Ci racconti il debutto in prima squadra e il primo gol?
«Il debutto in Serie B è arrivato l’anno scorso: avevo ancora sedici anni, giocavamo contro l’Arezzo ed ero titolare. È stata un’emozione unica e una tappa molto importante per me. Il primo gol, arrivato quest’anno contro il Frosinone, è stato liberatorio. Non è stato decisivo perché alla fine abbiamo comunque perso, però è stata una bella soddisfazione».

La stagione dell’Hellas

Passiamo al campo e a questa stagione: a girone d’andata quasi concluso, come giudichi la prima metà del vostro campionato? L’impressione da fuori è che vi manchi qualche punto…
«Sicuramente avremmo potuto avere qualche punto in più: penso per esempio al pareggio contro il Venezia o la sconfitta subita in rimonta contro il Bologna. Ci è più volte capitato di approcciare bene le partite, salvo poi calare nel finale e pagarne le conseguenze. Anche il nostro avvio di campionato è stato molto buono, tanto che a un certo punto eravamo quarte, ma alcune distrazioni ci sono costate care. Siamo comunque una buonissima squadra e sono molto fiduciosa in vista del girone di ritorno».

In questa prima parte di torneo hai anche avuto modo di scendere in campo al Bentegodi: ci racconti quel pomeriggio?
«Appena ci hanno detto che avremmo giocato al Bentegodi ero incredula e provavo un turbinio di emozioni. Il giorno prima e la mattina ero emozionatissima, ma il momento clou è stato quando siamo entrate in campo: vedere tutto quel pubblico è stata da brividi. Anche quando sono subentrata e ho sentito il mio nome pronunciato dalla speaker mi è venuta la pelle d’oca. È stata un’esperienza meravigliosa».

Ora c’è la pausa natalizia, poi al rientro c’è il Lumezzane. Che partita ti aspetti?
«Il Lumezzane è una squadra molto insidiosa e fastidiosa, l’abbiamo visto anche durante l’amichevole che abbiamo disputato con loro prima dell’inizio del campionato. Servirà mettere in campo tanta grinta e tanto carattere perché loro sono toste».

Parlando di obiettivi, le tue compagne hanno collocato un’asticella piuttosto alta: tu dove vedi l’Hellas Verona Women a fine stagione?
«Come detto, credo molto in questa squadra e quindi sono fiduciosa. Spero anch’io di arrivare nella Top 5, ma per farlo dobbiamo disputare un girone di ritorno importante e recuperare i tanti punti persi in quello d’andata».

Nazionale e… Zanoni fan club!

Uscendo dall’ambiente Hellas, ormai stai diventando un habitué anche della Nazionale Under 19. Cosa vuol dire per te la maglia azzurra?
«Solo a parlarne mi vengono i brividi. La maglia azzurra è un’emozione impareggiabile: vestirla e cantare l’inno prima delle partite mi fa sentire parte dell’Italia, di questo grandissimo e bellissimo Paese. Disputare il primo round di qualificazioni ai prossimi Europei, poi, è stato bellissimo. Ora ci siamo guadagnate il secondo turno che si svolgerà in Svezia ad aprile: non sarà facile, ma speriamo di qualificarci».

Chiudiamo con una nota di colore: quando giochi, hai un “fan club” che si fa sempre sentire parecchio. Ci racconti chi sono?
«Molto spesso ci sono mio fratello e i suoi amici che mi fanno un gran tifo, così come mio padre che urla sempre “Forza Verona!” quando giochiamo. Con loro ci sono poi i miei compagni di classe che mi danno una grande carica quando entro in campo. Colgo l’occasione per salutarli tutti!».

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