Raggiunto dai colleghi di Tuttosport in vista di Verona–Juventus, Maurizio Setti ha parlato di Igor TudorĀ e dell’esperienza comune vissuta all’Hellas, spendendo poi due parole anche sugli altri allenatori avuti.
Di seguito, dunque, le principali dichiarazioni rilasciate dall’ex presidente gialloblù ai microfoni del quotidiano torinese.
LA SCINTILLA. Ā«Tudor vede a casa mia prima che prendessi Di Francesco, ma dopo quanto fatto da Juric aveva paura di bruciarsi e quindi scelsi DiFra. GiĆ il giorno dopo però non ero molto convinto, in quanto vedevo che c’erano divisioni interne allo staff. Dopo tre giornate, quando capii come sarebbero andate le cose, richiamai Igor e al secondo tentativo lui accettò».
ANDAMENTO LENTO. Ā«Tudor non ĆØ un allenatore intransigente con i suoi calciatori, anzi: sostiene tutti e sbraita raramente. Juric e Mandorlini, per dire, erano molto “infiammabili”. Igor invece ĆØ più riflessivo, allena in modo sereno e lascia il guinzaglio più lungo quando capisce che la squadra rende. Non ĆØ un martello e a volte rallentava i ritmi al posto di accelerarli: aveva una profonda cultura del riposo e dava grande importanza alla qualitĆ di vita sua e dei suoi ragazzi. A volte D’Amico sperava che la squadra lavorasse di più, ma visti i risultati ha avuto ragione TudorĀ».
L’ADDIO. Ā«Al termine della stagione 2021/2022 sconsigliai a Tudor di rimanere al Verona perchĆ© avrei dovuto vendere diversi elementi. Come detto, lui ĆØ un uomo molto sereno e non ĆØ nemmeno attaccato ai soldi: aveva il rinnovo automatico in caso di salvezza, ma lui mi abbracciò e strappò il contratto, rinunciando all’ingaggio. Un mese dopo il Marsiglia lo chiamò e lui si ritrovò ad allenare in Champions League. Dio vede e provvede…Ā».
GRANDE STIMA. «Igor è un uomo di spessore, una persona rara nel mondo del calcio. Lo stimo molto, anche perché non è un ruffiano: con i tifosi per esempio ha un rapporto moderato, non cerca per forza il consenso della gente. Lui va dritto per la sua strada. Gli auguro una grande carriera».
GLI ALTRI ALLENATORI. Ā«Mandorlini arrivò al Verona nel picco massimo della sua carriera e ottenne grandi risultati. Di Francesco ha delle idee ben chiare, ma credo che Grosso sia quello più di prospettiva: forse ho sbagliato a esonerarlo in Serie B. Con Baroni parlavo moltissimo, forse ĆØ quello con cui ho avuto più dialogo; la stagione a Verona l’ha lanciato. Juric invece ti sfiniva caratterialmente ed era difficilissimo da gestire, ma i suoi discorsi alla squadra mi emozionano tuttora. Fuori dal campo poi era uno spasso. Zanetti invece mi ha sorpreso per la sua umiltĆ : ha capito che con Sogliano può crescere tanto e si ĆØ fidatoĀ».
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E no teā gnancora capio che Zanzi el taā lavaā el cul proprio parcheā te parli sempre alla ca@@o
Molto ma molto fortunato senza muovere in dito e non mettendoci mai la faccia.
I veronesi ti hanno arricchito
Anca mi iĆØ anni che te go dito de tortela ma te si ancora qua’ a rompar i coioni
Ma ghe rƬvelo???
Ogni intervista si capisce quanto eā mons
Ricordo il guinzaglio lungo … a Venezia….cit Faraoni ….š¤š¤š¤š¤šš
Almeno tasi aseno!!!š”š”
Propio stronso sto omo
Pagliaccio …. pesa alle ditte che hai fatto fallire . HELLAS per te le sta na fortuna porta rispetto e stai zitto …
Sempre più convinto che, a parte qualsiasi altro discorso, fortunatamente non abbiamo più nulla a che fare con questo ācarpigianoāā¦