Atalanta-Verona del 12 maggio 1985 non rappresenta solamente il giorno più bello mai vissuto dai tifosi dell’Hellas, ma anche il debutto di quello che allora era un giovane arbitro: parliamo di Alberto Boschi che, a distanza di quarant’anni, è stato raggiunto dai colleghi del Corriere di Verona per parlare di quell’esperienza.
Di seguito, dunque, le principali dichiarazioni dell’ex fischietto di Parma.
UN DEBUTTO SPECIALE. «Atalanta-Verona per me rappresentò il debutto in Serie A ed era un sogno che si realizzava. Già all’ingresso in campo capii quanto quella partita fosse importante e, quarant’anni dopo, mi viene ancora la pelle d’oca. Quel romanticismo oggi purtroppo non c’è più».
LA PARTITA. «Il gol dell’Atalanta fece diventare “vera” quella gara. Dopo la rete incassata, ci fu un po’ di apprensione negli occhi dei giocatori del Verona, ma Bagnoli riportò subito la calma tra i suoi e alla fine l’Hellas la condusse in porto come aveva sempre fatto in quel campionato. Una vola trovato il pareggio, l’adrenalina scese, anche perché il pareggio andava bene a entrambe… Dopo la partita Guidotti, Garella, Galderisi ed Elkjaer vennero a complimentarsi per come avevo gestito la partita. Sapevano che ero al debutto in Serie A e furono molto gentili».
IL MISTER. «Bagnoli dopo il gol subito rimase calmissimo. Si vedeva che sapeva infondere serenità nei suoi giocatori e che aveva creato un bell’ambiente. Se lo vedessi oggi, lo abbraccerei e mi complimenterei con lui: in quegli anni è stato per me una figura di riferimento. Era un signore d’altri tempi, molto pacato con gli arbitri, e lo ricordo con grande piacere».
LA SQUADRA. «Quel Verona giocava a memoria, come un corpo solo. Ricordo la spigliatezza tecnica di Galderisi e la forza fisica dei due guerrieri Briegel ed Elkjaer».


