Antonio Terracciano ha vissuto l’anno dello Scudetto dalle retrovie, ma da quella posizione defilata ha comunque potuto vivere alcune dinamiche del Verona che nel maggio ’85 si sarebbe laureato campione d’Italia.
Raggiunto dai colleghi de L’Arena, l’ex centrocampista ha dunque parlato di quei tempi, spendendo anche due parole sulla cerimonia che si terrà domenica per celebrare il quarantesimo anniversario del tricolore.
Queste, dunque, le sue principali dichiarazioni:
«Quelli dello scudetto del Verona erano altri tempi e il calcio non era fatto di procuratori e clausole.
Ricordo che Bagnoli chiamava i giovani “Coso”, mentre una volta chiamò me “Luciano” in quanto i miei compagni, abbreviando il cognome, mi avevano soprannominato “Ciano”.
La festa di domenica? Purtroppo ci sarà qualche assenza, ma speriamo di portare fortuna…».
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Daje raga
Per stare tranquilli dovreste giocare voi.