Le montagne russe del Verona continuano, così come quelle dell’umore dei suoi tifosi: pur con un intatto vantaggio sulla zona retrocessione, la sconfitta contro il Cagliari ha infatti immediatamente riportato la paura tra il popolo gialloblù.
A spaventare non è tuttavia stato solamente il risultato, ma anche (e forse soprattutto) come è arrivato il k.o. di lunedì sera: troppo fiacco l’Hellas visto al Bentegodi in una partita che, da possibile match point salvezza, si è trasformata in un mezzo dramma.
UNA “PARTITA NO”. Tante le cose che lunedì non hanno funzionato: oltre alla performance di “liscio” offerta da Coppola e Ghilardi in occasione dello 0-1, la squadra ha infatti messo in mostra un’imprecisione a tratti clamorosa, poca grinta e una totale incapacità di rendersi pericoloso. Se poi aggiungiamo il fatto che Zanetti si presenterà contro l’Inter senza due terzi di difesa titolare, il quadro è abbastanza impietoso…
PROBLEMI CRONICI. La sterilità offensiva del Verona è ormai un problema assodato: basti pensare che, negli ultimi due mesi, i gialloblù hanno segnato appena tre reti in otto partite (il gol di Sarr su topica di Milinkovic-Savic a Torino, la punizione di Duda contro l’Udinese e l’inutile realizzazione di Mosquera nel k.o. interno con il Bologna). Se fin qui la ritrovata solidità aveva in parte nascosto questa mancanza, le due reti del Cagliari l’hanno riportata in auge. Occorrerà quindi correre ai ripari nell’attesa del ritorno di Tengstedt, anche perché l’accoppiata Sarr–Mosquera non si sta rivelando molto efficace. Se basti cambiare gli interpreti (Lambourde è poi così male?) o se serva intervenire sull’assetto tattico è una decisione di Zanetti, ma è evidente che, per cercare di trovare i gol necessari a raggiungere l’obiettivo, qualcosa vada cambiato.
NIENTE DRAMMI. Dell’analisi post-partita del mister ci sentiamo tuttavia di condividere un punto: il Verona non era salvo prima di questa partita e non è retrocesso ora. Come detto, l’Hellas al momento mantiene infatti il +7 sulla zona retrocessione ed è ancora padrone del proprio destino. Per scacciare gli incubi, poi, basta verosimilmente una vittoria e il calendario regalerà altre occasioni per chiudere il discorso, mentre le concorrenti (al netto del “caso Parma”, sei punti contro Fiorentina, Inter, Juventus e Lazio) lasceranno per forza qualcosa per strada.
RIPARTIRE SUBITO. Adesso, al netto di qualcosa da aggiustare, serve dunque ripartire, magari già dal Meazza: l’Inter è infatti alle prese con un periodo piuttosto negativo e le due sfide di Champions contro il Barcellona, oltre al sorpasso in campionato operato dal Napoli, potrebbero portare via preziose energie psico-fisiche ai nerazzurri. Tralasciando l’eventuale impresa in terra meneghina, il “vero” obiettivo resta tuttavia la gara interna con il Lecce, in quanto fare risultato contro i giallorossi potrebbe dire mettere definitivamente al sicuro la permanenza in Serie A. In caso contrario, invece, ci sarà da soffrire fino all’ultimo…
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Basta biscotti
El problema l’è proprio Zanetti
La nuova società deve rifondare tutta la squadra, e cercare di avere meno sofferenze
Qualcosa va cambiato ?!?!?!?!?!?! BISOGNA CAMBIARE RADICALMENTE TUTTO, NON QUALCOSA ! RABBIA, GRINTA, DETERMINAZIONE, VOGLIA DI LOTTARE FACENDO SQUADRA TRA I GIOCATORI…QUESTO DEVE CAMBIARE !!
Esonero subito
Speriamo che l’Inter sia un po’ distratto….
Salvo il Verona tutti fuori dalle BAXXE
Zanetti allenatore scarso come tutta la squadra