Donati: “Allenare il Verona sarebbe stato stuzzicante. Zanetti bravo a rimanere lucido”

Le dichiarazioni dell’ex centrocampista gialloblù che, in estate, era anche stato accostato alla panchina dell'Hellas

Durante un lungo intervento a Radio Verona, Massimo Donati ha parlato della propria esperienza all’Hellas, ma anche delle voci che in estate l’avevano dato tra le alternative per la panchina del gialloblù.

Di seguito, dunque, le principali dichiarazioni rilasciate dall’ex centrocampista.

L’ESPERIENZA AL VERONA. «Arrivai all’Hellas lo stesso giorno di Toni e diventammo anche compagni di stanza. La stagione poi fu fantastica, funzionò tutto, la squadra era forte ed era un tutt’uno con i tifosi. Iturbe andava come un missile, poi c’erano Romulo, Toni, Jorginho, una difesa forte e un portiere forte. Camminavi in giro ed era una festa. A Verona ci sono poi tornato per la vita, perché è bella, a misura d’uomo, e si vive bene. In più quell’anno feci delle amicizie fuori dal campo che ho tutt’ora. Sono felice della mia scelta».

LE VOCI ESTIVE. «Premessa: Zanetti è un amico e sta facendo bene. È stato bravissimo a trovare la quadra quando il mare era in tempesta e tutto pareva perduto. È stato brava a rimanere lucido. Chiaro che per me, che vivo a Verona, allenare l’Hellas sarebbe ovviamente stata un’opportunità importante e molto stuzzicante, anche se difficile da affrontare. Vedremo se ci sarà nuovamente l’opportunità in futuro».

L’AMICO. «A Zanetti auguro il meglio. Ero davvero dispiaciuto quando le cose andavano male perché so quanto ci tiene, quanto è bravo e quanto tempo passa per studiare e cercare di migliorarsi. Paolo ha provato la difesa alta, la pressione uno contro uno e tante altre cose, poi ha trovato la quadra quando s’è messo più dietro, più compatto, chiuso e pronto a ripartire».

LA CLASSIFICA. «I trenta punti raccolti fin qui sono giusti. Qualche vittoria è arrivata con un pizzico di fortuna, ma è anche vero che ci sono partite che il Verona non meritava di perdere. Fa parte del gioco».

I GIOCATORI. «A livello caratteriale e di presenza in campo, Duda è fondamentale. Serdar è molto bravo, anche negli inserimenti, ma forse più facile da sostituire. Suslov mi piace molto, ha qualità e quantità. Zanetti è stato bravo a fargli capire che doveva andare a mille all’ora e lui lo sta facendo, trascinando il resto della squadra. È un esempio positivo in campo e, se riesce a tenere questa fame, può fare molto bene in futuro. Anche Sarr è un buon giocatore, ma deve trovare la giusta continuità e un po’ di nerbo».

LO SCUDETTO. «Lo scudetto 84/85 è qualcosa di incredibile. Giusto ricordarlo e rispettarlo perché le cose belle non devono essere dimenticate».

IL PROSSIMO AVVERSARIO. «Il Torino è una squadra solida e compatta, con buone individualità, che rispecchia Vanoli. Una squadra, d’altronde, deve assomigliare al proprio allenatore. E poi il Toro ti rende le partite difficili…».

Redazione

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