Raggiunto dai microfoni de La Gazzetta dello Sport, Furio Valcareggi ha parlato del padre Ferruccio e di due episodi che il CT dell’Italia campione d’Europa 1968 visse nel corso del suo periodo al Verona.
Queste, dunque, le sue principali dichiarazioni:
«Nell’aprile del ’78 mio padre scampò a un disastro ferroviario: il Verona era diretto a Roma per una partita e il gruppo squadra si salvò perché si trovavano tutti in coda, nel vagone ristorante. Papà se la cavò con due costole rotte, mentre Zigoni venne trovato sotto un albero con una tovaglia in testa.
Zigoni era un genio del pallone e il babbo lo trattava come Riva, permettendogli di dargli del tu. Una volta lo portò in panchina di rientro da un infortunio dopo che con la Porsche era andato a sbattere contro un trattore e gli disse di coprirsi bene perché faceva freddo. Zigo lo prese in parola e si sedette vicino a lui con una pelliccia bianca e un cappello da cowboy. Papà restò serio, ma dentro di sé rideva, lo so…».
Seguici su
Aggiungi calciohellas.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.



Lo ricordo bene quell’episodio. Io ero presente a quella partita, certo che conoscendo la serietà del sig. Valcareggi io allora ebbi dei dubbi sul fatto che la prese bene quella vestizione. Io pensai che con un fantasista come Zigo-gol l’unica cosa da fare era accettare il fatto. Anche perché il sig. Valcareggi era consapevole di quanto potesse dare quel giocatore straordinario!
Mi ricordo Zigomi alla Juve fece un incidente in corso Genova a Asti la Juve era in ritiro lo mandarono via era con Favalli erano le tre di mattina