L’emozione di arrivare al Bentegodi e la spinta del pubblico veronese? I racconti dei gloriosi gialloblù anni Settanta e dei campioni dello scudetto sembrano ormai sterile retorica.
Zigoni, Bergamaschi e Busatta raccontano ancora con gli occhi lucidi quel 20 maggio 1973, quando con orgoglio, a suon di gol, fecero gettare nel fossato attorno al terreno di gioco le mille e mille bandiere rossonere. Proprio Zigoni ricorda sempre di aver detto a Sirena, entrando in campo: «Cosa vengono a festeggiare? Non sanno che questo è il nostro stadio?!».
All’epoca lo stadio di Verona era un vero fortino che custodiva sogni e ambizioni, fede e ricordi, successi e sofferenze del popolo gialloblù. Chi vestiva questi colori ne era perfettamente a conoscenza e si sentiva in dovere di difenderli.
Alla luce dei risultati degli ultimi tempi, è però evidente che quell’orgoglio è svanito e non è più sentito da giocatori che spesso sono appena arrivati nel nostro Paese, che provengono da culture diverse e che hanno per tutta la settimana il problema di capire la lingua in cui parla l’allenatore…
Eccoli che allora, arrivati allo stadio, sembrano teneri pulcini spauriti quando sentono i potenti cori della Curva che rimbombano tra gli spalti. Loro non vedono mai quei tifosi, se non la domenica, perché il calcio moderno impone di fare gli allenamenti a porte chiuse, distanti dal proprio pubblico e dal cuore della città.
Così è difficile creare appartenenza, trasmettere ai ragazzi in maglia gialloblù il significato di “casa” e i valori di questi colori, far nascere in loro quell’orgoglio che ha caratterizzato i successi di oltre cent’anni di storia, valori che porterebbero lo stadio del Verona a essere le vere “mura amiche”.
Senza tutto questo, non chiamiamolo più “fortino” Bentegodi…
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Il problema non è il mitico bentegodi, ma i soggetti in campo 🥵😭
Al calcio moderno non interessano i tifosi……ti prendono per il naso ……poi se ci sono bene sennò fa lo stesso …..importa solo il vil denaro ….molti però non lo capiscono
Anche in casa non si ha più il tifo di una volta se l’è per quello
La partita con il Milan è stata l’emblema di questa decadenza. Entusiasmo zero, carica zero, canti sempre più flebili e stanchi. Come si fa a dire che siamo il miglior tifo d’Italia? Le cause sono molteplici ma sicuramente un ruolo fondamentale lo ha giocato questa presidenza che lentamente e inesorabilmente ha inaridito l’aspetto passionale, il vero motore del tifo, sacrificandolo in nome di bilanci e calcoli personali. Direte voi, tu sei antico, il calcio di oggi è questo. Forse si, ma questi sono i risultati… e comunque a Verona questo decadimento è molto più evidente rispetto ad altre città.
Chiamamolo blockhouse Iellas!
Grazie a settorello
Con sta squadra di TORRE di BABELE
… ghe anca da dir che nei ultimi anni e sta’ costruio delle squadre pietose.. la colpa le’ dei cadenazzi che va’ in campo!!!
aggiungerei che il nostro “amatissimo presidente” ha fatto di tutto per anestetizzare i tifosi, riuscendo a farci contrapporre tra chi si accontenta di 10 anni di serie a, vissuti con l’acqua alla gola e salvezze al limite, ma stipendi del presidente a sei zeri e chi invece vorrebbe un po’ più di passione, non retrocessioni dignitose.
P.s. fermo già i critici, lo scudetto e l’Europa li sogno e basta, il mio discorso era riferito solo ad un “famigerato modello” per la permanenza in serie a ma con obbiettivo costruire e non svendere!
Spero de esserme spiega’!
Le solite utopie….vedrai la passione che porteranno gli americani
Non ho parlato dei texani e non ho nemmeno detto che ci porteranno a vincere un altro scudetto o in europa ne che saranno i salvatori del Verona, basta solo leggere quello che ho scritto, parlavo di sogni, io non ho vissuto
lo scudetto ero piccolo avevo 4 anni e in casa mia il calcio ed il Verona non era seguito, dunque mi tengo i sogni ma so che saranno solo sogni ne sono consapevole, ma visto che le mie sono utopie mi dici invece la realtà setti dove ci potrà mai portare?
Mi piacerebbe che si chiamasse arena power
È diventato una cassaforte…..di Settorello