Intervenuto ai microfoni della sala stampa della sede di via Olanda, Paolo Zanetti ha risposto alle domande dei giornalisti presenti nella sua conferenza di presentazione.
Al suo fianco presente anche il direttore sportivo Sean Sogliano, il quale ha anche speso due parole prima che parlasse il mister.
Di seguito, dunque, le principali dichiarazioni del nuovo allenatore gialloblù.
PRESENTAZIONI. «Voglio ringraziare chi mi ha dato la fiducia per questo ruolo super affascinante per un allenatore. Sono partito dal basso e otto anni fa avrei firmato con il sangue per essere l’allenatore dell’Hellas. È un grande responsabilità, ma mi sono costruito con il lavoro e voglio portare questa mentalità. Il percorso è difficile e duro, però può dare tante soddisfazioni se si avranno umiltà e voglia di lavorare. Il mio Verona deve essere basato su questo, serve creare fin da subito un gruppo unito. Ho conosciuto i ragazzi, parlano lingue diverse, tuttavia il linguaggio comune è il campo. Fondamentali nel mio calcio sono l’aggressività, il sacrificio e la passione di fare il miglior mestiere del mondo. In alcuni frangenti ho anche un brutto carattere per chi non segue questi concetti, che poi sono gli stessi del nostro pubblico. Ci saranno tante battaglie, ma dietro di noi abbiamo un esercito».
L’ANNIVERSARIO. «Avevo due anni quando il Verona ha vinto lo scudetto, ma da malato di calcio conosco la storia. L’esempio me lo dà Bagnoli, che qui ha fatto la storia con una squadra di campioni, ma non la migliore di quel campionato».
L’ULTIMA STAGIONE. «Baroni ha fatto un lavoro importante. A gennaio è successo qualcosa a cui tutti gli allenatori si sarebbe aggrappati per gli alibi, ma la verità è che il direttore Sogliano è riuscito a portare dei giocatori ancora migliori di quelli che c’erano prima. Poi nel calcio si parla tanto, ma non c’è un regola: in campo ci vanno i ragazzi e il mister deve cercare di non far danni».
IL MODULO. «Serve consolidare il 4-2-3-1, tra i giocatori Cabal è l’unico adattato, ma non è detto che rimanga. Serve anche avere delle armi per cambiare i principi di gioco. Attaccare gli spazi è determinante, così come i movimenti senza il pallone, il pressing e il recupero palla. L’importante è però non perderla: se vedo un giocatore di Serie A che la butta via, non sono contento».
IL MERCATO. «In questo momento siamo in una fase primordiale e il mercato incide. Io non ho fatto nessuno nome, ho chiesto delle caratteristiche. Cercheremo di avere una certa flessibilità tecnica, poi arriverà Harroui che è perfetto perché può ricoprire in tanti ruoli. Per i terzini cercheremo di inserire profili con qualità diverse, ma serve stare dentro i principi altrimenti si fa confusione. Partenze? Finché hanno addosso la maglia del Verona, considero i giocatori dentro il progetto, poi il calcio va veloce e noi dobbiamo vivere il quotidiano. Chi resta oggi lavora al 100% perché la prima cosa è il rispetto del club in cui ti trovi. Henry non è stato convocato per una trattativa avanzata con il Palermo. Non va via perché arrivo io (i due avevano avuto un pesante alterco ai tempi del Venezia, ndr), lo ritengo un giocatore molto bravo e gli auguro buona fortuna per il futuro. Ho chiesto al direttore di tenere Lazovic: Darko ha fatto delle rinunce e mi aiuterà a far capire cosa significa vestire la maglia dell’Hellas. Per me il senso di appartenenza è importante».
L’ULTIMO ESONERO. «Dopo i quarantatré della stagione precedente, a Empoli mi sono trovato a casa dopo un mese. Mi resta un carico di esperienza, ma ci sono anche una rabbia e uno spirito di rivalsa che cercherò di trasmettere ai ragazzi. Io voglio consolidarmi in Serie A e ho scelto una piazza con caratteristiche ideali per il mio modo di essere. Non sono qui per soldi, ho anche rifiutato offerte economicamente più importanti. In passato ho commesso degli errori, ma non ho pagato solo per quelli. Probabilmente quando fai un campionato del genere in Serie A ti aspetti un grande salto e inconsciamente ho trasmesso qualcosa di sbagliato, pretendendo qualcosa in più di quello che i giocatori potevano darmi».
IL DIRETTORE. «Con Sogliano mi immagino un rapporto onesto e schietto. Il direttore è una persona semplice da capire perché è un libro aperto. Su questo siamo abbastanza simili».
I GIOVANI. «Corradi e Cisse sono due ragazzi molto interessanti e Alpha verrà subito con noi in ritiro perché non è stato convocato dall’Italia Under 19. In carriera ho già lanciato tantissimi giovani, se se lo meritano con me giocano. Serve il coraggio di rendersi conto che la carta d’identità non conta».
IL CALENDARIO. «L’inizio di campionato non è semplice, ma bisogna guardare il bicchiere mezzo pieno: per me è il miglior inizio possibile perché si è costretti a dare subito il 100%».
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Zanetti sono fiducioso sul tuo operato hai la fortuna di avere Sean che con i tre nuovi arrivi ha completato la Rosa spero nel prestito di Sviderski e se setti non vende altri giocatori ci darai grandi soddisfazioni.
I schei
Forza Setti…💛💙💛💙💛💙
Benvenuto mister
Buonafortuna
SETTI SE ME NE VENDI UN ALTRO DÒ LE DIMISSIONI 🤣🤣
Ogni anno..stessa storia stesso bar..embriaghive almanco e buon divertimento!football game over!🤮🤮
Stessa storia, stesso posto, stesso bar
Stessa gente che vien dentro consuma, poi va
Non lo so che faccio qui
Esco un po’ e vedo i fari dell’auto che mi
Guardano e sembrano chiedermi chi cerchiamo noi
Ahahah
Speriamo