Raggiunto dai microfoni de La Gazzetta dello Sport, mister Marco Baroni ha analizzato questa prima parte di campionato del suo Verona, parlando poi delle prossime gare, di alcuni giocatori e non solo.
DI seguito, dunque, le principali dichiarazioni rilasciate dal tecnico gialloblù ai colleghi della Rosea.
IL RITORNO A VERONA. «Sono contento di lavorare all’Hellas e con Sogliano, inoltre ho ritrovato il calore della tifoseria veronese e questo è fondamentale per raggiungere la salvezza».
IL BILANCIO. «In queste prime gare, un po’ per conoscere i giocatori e un po’ per necessità, abbiamo alternato ventiquattro giocatori: la squadra, anche a causa di mercato e infortuni, si sta assemblando piano piano. Siamo partiti pensando a una linea a quattro che per tante situazioni non siamo riusciti a portare avanti, ma ho visto che la squadra giocava meglio a tre. Finora abbiamo ottenuto risultati sulla compattezza sull’equilibrio, ora dobbiamo cercare di amalgamare i nuovi arrivi, soprattutto a centrocampo e in attacco. Ho visto poi una buona tenuta fisica e mentale, inoltre questa squadra non può prescindere da aspetti quali sacrificio, senso di appartenenza e identità: non dobbiamo mai mollare, su ogni pallone. Vero è che siamo poco prolifici, quindi ora l’obiettivo è il consolidamento del gioco offensivo. Buone sensazioni? La ricettività e la disponibilità della squadra mi lasciano sereno.».
GLI INFORTUNI. «Non sono solito accampare alibi, però gli infortuni ci hanno penalizzato parecchio: Hien ha saltato quattro gare su otto, Doig addirittura cinque, Lazovic è appena rientrato, così come abbiamo recuperato da poco Henry e Djuric. Si tratta di tante defezioni che non ci hanno permesso di sviluppare il gioco d’attacco, ma non sono preoccupato: troveremo soluzioni attraverso il lavoro. Per il Napoli, comunque, credo di recuperare Mboula, Cabal, Dawidowicz, Doig e anche Hien».
LE PROSSIME GARE. «Abbiamo ottenuto tre punti con la Roma, a mio avviso una big che arriverà lontano, quindi per noi le sfide contro Napoli e Juventus sono opportunità da sfruttare, le partite più belle da giocare. Le prepareremo con umiltà e rispetto, ma senza paura. Saranno una leva per noi».
I SINGOLI. «Ngonge è un giocatore molto forte che deve diventare un forte giocatore di squadra: da lui mi aspetto una grande crescita, così come da Magnani, Suslov e Bonazzoli. La vecchia guardia, da Dawidovicz a Lazovic e Montipò, mi ha sorpreso: lavorano con grande disponibilità».
LA SALVEZZA. «Frosinone e Lecce sono entrate subito in sintonia con i rispettivi progetti e sono senza dubbio le squadre rivelazione di questo campionato. La quota salvezza si alza, ma noi siamo pronti a combattere».
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Credo non faremo nessun punto ne goal quindi cerchiamo almeno di non prendere imbarcate grazie
… el me par un pò inseminio
Già, 6 punti sicuri mister.
Che cul
Io la giocherei senza punte Napoli e juve ..
Parole … parole… parole …
Pe lui parla la storia, da sempre nel calcio.
Per te Stefano, a parte le minchiate che sempre scrivi, cosa parla?