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Campisi: “Il Verona non avrà problemi a salvarsi, ma si potrebbe fare qualcosa in più”

L’ex centrocampista, raggiunto da L’Arena, ha parlato anche dei “tempi andati”

Il passato gialloblù, ma anche il Verona di Setti e non solo: è un’intervista piuttosto interessante quella concessa da Luisito Campisi ai colleghi de L’Arena.

Di seguito, infatti, le principali dichiarazioni dell’ex centrocampista gialloblù.

I TEMPI ANDATI. «Martinelli e Remondina mi volevano un gran bene. La mancata promozione del 2010? A febbraio eravamo primi con sette punti di vantaggio sulla seconda, ma la squadra iniziò a perdere colpi, non ci fu il coraggio di cambiare e alla fine sappiamo tutti come finì con Bocalon e con gli spareggi… Dicevano che non mi impegnassi? Erano tutte stupidaggini».

L’EX COMPAGNO. «Sono felice per Corrent, un amico molto preparato e che mi auguro faccia molto bene al Mantova. Per gli allenatori giovani vale lo stesso discorso dei giocatori: se non li lanci, come fai a dire se sono bravi? Spero che possa arrivare in Serie A».

CHIAREZZA. «Non pensavo che Setti potesse dare questa continuità al club, ma il Verona è diventato una specie di “macchina rigeneratrice” per giocatori e allenatori. L’ambiente e le persone fanno tanto. Credo però che servirebbe più chiarezza e maggior comunicazione, questo è sempre stato il problema degli ultimi anni: il presidente deve dire perché non trattiene mai gli elementi più forti per provare magari ad arrivare in Conference League. Verona e i veronesi lo meriterebbero. Non credo che l’Hellas avrà difficoltà a salvarsi, ma bisognerebbe avere la possibilità di fare qualcosa di più».

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