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Moras: “Un giorno vorrei allenare il Verona. E sul record di punti…”

Ph. Mirko Barbieri - BPE

L’ex difensore gialloblù, stasera presente al Bentegodi, ha parlato a L’Arena in vista del match contro il Torino

Vangelis Moras questa sera sarà al Bentegodi per seguire il Verona di Tudor nel match che potrebbe decretare il sorpasso dell’Hellas del Gigante di Spalato a quello di Andrea Mandorlini, un’eventualità che comunque non sembra disturbare l’ex difensore gialloblù, anzi: raggiunto dai colleghi de L’Arena, il greco si augura infatti che Veloso e soci centrino l’impresa.

Di seguito, dunque, le principali dichiarazioni rilasciate da Moras ai microfoni del quotidiano scaligero.

SAVE MORAS. «Abbiamo dato vita a Save Moras Italia per cercare di crescere ulteriormente e per muoverci con meno vincoli burocratici. Vogliamo fare eventi più grandi per sensibilizzare maggiormente circa l’importanza della donazione del midollo osseo e per aiutare così più persone possibili».

HELLAS DI IERI E DI OGGI. «I record sono fatti per essere battuti, quindi se il Verona di Tudor superasse i punti fatti dal “mio” Hellas ne sarei orgoglioso. Un paragone? In dieci anni il calcio cambia, ma vedo una certa continuità. Noi abbiamo piantato i semi, poi la filosofia è rimasta quella i risultati sono arrivati con investimenti graduali e misurati».

GLI UOMINI SIMBOLO. «Non è facile dirigere un club per dieci anni, ma Setti ha saputo circondarsi degli uomini giusti e ha dimostrato che si può fare bene nel calcio anche senza follie. D’Amico e Tudor in bilico? Certo occasioni per i professionisti sono irripetibili, quindi se decidessero di cambiare aria avrebbero le loro ragioni. Come detto, però, il presidente è bravo a scegliere e quindi penso che sarà così anche con gli eventuali nuovi collaboratori».

LA SQUADRA DI OGGI. «Il Verona odierno è composto da ragazzi che lottano su ogni pallone e che non si tirano mai indietro. Questo è il segreto per farsi amare dai tifosi dell’Hellas. Retsos? Deve crescere e questi sei mesi gli sono serviti per adattarsi. Probabilmente deve rafforzarsi dal punto di vista fisico, ma ha caratteristiche importanti. Mi auguro che curi al meglio il proprio corpo e che riesca a far emergere le qualità che ha».

NUOVA VITA. «Dopo essermi ritirato un anno fa ho intrapreso la carriera dell’allenatore, disputando un buon campionato nella Serie C greca. Ho avuto molti tecnici in gamba e ho preso qualcosa un po’ da tutti. Il mio sogno? Tornare in Italia e allenare l’Hellas!».

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