Simeone: “Sono nel posto perfetto per continuare a crescere. Argentina? Pedalerò, non mi arrendo”

Le dichiarazioni dell’attaccante gialloblù sull’obiettivo di tornare in nazionale e sul suo presente al Verona

L’attaccante dell’Hellas Verona Giovanni Simeone ha parlato al portale argentino Olé:

È molto difficile fare gol in Italia. Nel 2016, mio padre mi disse: ‘Vedrai la differenza, quando fai un gol in Italia è il doppio che altrove’. Quanto potrebbe essere difficile? Sono arrivato ed era tutto catenaccio. Poi mi sono evoluto e ho iniziato ad adattarmi e migliorare come giocatore. Ma è molto difficile, perché tutte le squadre sono molto competitive e separate da pochi punti”.

VERONA.L’alchimia nel gruppo fa emergere il potenziale di ogni giocatore. Si parla tanto dell’Hellas Verona che i primi tre, (Antonin) Barak , (Gianluca) Caprari ed io, abbiamo segnato 25 gol. Sono tanti. E questo è merito del gruppo. Parla di una connessione, c’è un obiettivo, abbiamo una personalità e un’identità. È difficile trovare squadre nel calcio che possano sostenere un’identità. Sento di essere sulla strada giusta e nel posto perfetto per continuare a migliorare. Ho la sensazione che in tutti questi anni abbia sempre cercato modi per migliorarmi e mantenere questo livello. E ora mi rendo conto che mi sto avvicinando a ciò che voglio: poter continuare a competere e segnare un gran numero di gol, per poter essere in una situazione in cui possono nominarmi nelle grandi squadre e con l’opportunità di crescere”.

MEDITAZIONE.Può sembrare una cosa abbastanza facile da fare, ma mi ha aiutato molto a connettermi con i miei sentimenti. Sono più sensibile e capisco di più cosa mi sta succedendo. E rilevo più velocemente quando sto andando alla deriva fuori dal sentiero e quando non lo sono. Lavoro ogni giorno con un insegnante di yoga, cosa che faccio anche io. E mi aiuta soprattutto in campo, abbiamo battiti cardiaci alti, l’ossigeno non entra nel cervello e non puoi pensare. Puoi sbagliare un gol e lasciare il gioco. Ma se vai, torna. Sono tornato. E la meditazione mi ha aiutato molto a trovare quella strada”.

NAZIONALE. “Mi sento parte del gruppo perché ho sempre avuto la possibilità di essere convocato. Sono stato nelle prime tre convocazioni nel 2018, che sono state le più importanti per me, perché l’allenatore cominciava a vedere i giocatori. Con loro c’ero un anno fa, ora ci sono andato molto vicino e mi sono sempre sentito parte del gruppo. Mi piace e mi dà la forza di continuare a insistere sul fatto che voglio esserci. Il ct sceglie quelli che più corrispondono al gruppo e alla squadra. E come ha detto Scaloni: “L’unico sicuro è uno (Messi, ndr), e gli altri, a pedalare”. E mi unisco alla pedalata che Scaloni ha chiesto e a quella voglia di continuare ad insistere. Questo è ciò che mi motiva. Cerco il modo di mettermi in luce ogni domenica, ne ho l’opportunità. Avete visto quando si dice “è difficile entrare da quella porta”. E bene, proverò lo stesso, che me ne frega. Non ho niente da perdere. Continuerò a provare e sarò sempre pronto”.

LAUTARO.È un ottimo giocatore. Un ragazzo che cresce sempre, te lo conferma ad ogni partita. Ed è un bene per la Nazionale avere un giocatore così ed è lì perché ha grandi qualità, non è un caso”.

MODELLI.  “Immobile è un giocatore che mi piace molto, attacca molto bene in profondità e gioca molto bene per la squadra. Poi, uno dei migliori, lo dico sempre, è Benzema. È molto completo, è al Real Madrid da anni e sempre ad un buon livello. Lewandowski, per come si muove all’interno dell’area. È sempre al posto giusto, la palla cade sempre su di lui”.

ASPETTI DA MIGLIORARE. “Lavoro per trovare la possibilità di giocare meglio spalle alla porta. Quando hai qualcosa di buono, devi migliorarlo. Non nascondere i difetti, ma migliora e valorizza i pregi. So che attacco bene la profondità e continuerò a migliorare quell’aspetto. Se si cerca sempre un difetto, è molto difficile essere perfetti. Ci sono pochi giocatori che sono perfetti. Quindi migliora ciò che sai come fare. Perché se sei bravo, significa che puoi fare di meglio. Troverò un modo per continuare ad attaccare la profondità e continuare a migliorare i miei movimenti senza palla”.

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