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The show must go on? Gli ex gialloblù dicono la propria

Elkjaer

Da Elkjaer che spinge per giocare a Vignola che vorrebbe bloccare tutto, ecco quanto detto dalle leggende dell’Hellas

Giocare o non giocare? Questo è il dilemma. A dare una risposta ci hanno provato Domenico Volpati, Preben Elkjaer, Beniamino Vignola, Antonio Di Gennaro, Luigi Apolloni e Filippo Maniero, i quali raggiunti da L’Arena hanno espresso le proprie opinioni sul caos partite della Serie A.

Di seguito, dunque, le loro principali dichiarazioni.

VOLPATI. «Non capisco come mai non ci sia l’obbligo del vaccino per i calciatori: il gruppo-squadra è sempre insieme, quindi è normale che vengano a contatto l’un l’altro. Si può continuare a giocare, ma servono dei paletti perché il Covid non se ne andrà a breve».

ELKJAER. «Il calcio è un’industria e anche piuttosto importante, quindi bisogna andare avanti. Magari non ci sarà troppa regolarità, ma la vita è anche questo e stare fermi sarebbe anche peggio. E poi il Verona ha vinto anche con dieci positivi, no?».

VIGNOLA. «Queste partite non saranno mai lo specchio dei valori in campo perché ci sono squadre che hanno tanti positivi e vengono penalizzate. Un intero mese giocato così, come se nulla fosse, può falsare il campionato. Non è giusto per chi gioca e per chi va a vedere le partite, quindi credo che a gennaio la Serie A andasse sospesa. Continuare è un’assurdità».

DI GENNARO. «Trovare una via d’uscita in questo contesto è difficile, ma i protocolli ci sono e quindi bisogna provare a rispettarli. Giocare senza tanti calciatori è penalizzante, ma ci sono fattori economici da tenere in considerazione e, anche a causa dei Mondiali in Qatar, non c’è tempo per recuperare le gare rinviate. In un modo o nell’altro, bisogna andare avanti».

APOLLONI. «Mi rendo conto dei tanti interessi che ruotano attorno al calcio, ma io fermerei tutto: nello sport la regola sovrana impone che tutti possano competere nelle stesse condizioni e, al momento, non mi pare sia così».

MANIERO. «Non prendiamoci in giro: il calcio fatto così è una farsa. Il problema non è fare la formazione contando i positivi, ma il fatto che una volta guariti ai calciatori serva un mese per recuperare pienamente dopo un periodo di stop. I giocatori non possono abbassare la loro soglia di preparazione e gli allenatori non possono preparare le partite in queste condizioni».

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