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Lazovic: “Il Verona è tornato in carreggiata. Io voglio fare meglio dell’anno scorso”

L’esterno gialloblù, raggiunto da La Gazzetta dello Sport, ha parlato sia della squadra che del proprio rendimento

È Darko Lazovic il protagonista dello speciale de La Gazzetta dello Sport oggi in edicola: l’esterno gialloblù si è infatti raccontato a tutto tondo, parlando delle ultime tre stagioni, quella in corso compresa.

Di seguito, dunque, le sue principali dichiarazioni.

LA STAGIONE. «Il Verona è tornato in carreggiata, ora dobbiamo continuare su questa strada e giocare partita per partita. Il nostro obiettivo rimane la salvezza e faremo di tutto per raggiungerla il prima possibile. Più forti dell’anno scorso? Possibile perché sono rimasti quasi tutti. Certo, ci sono state cessioni importanti, ma sono arrivati anche giocatori forti e Kalinic è rinato. Anche se quest’anno sarà complicato, la nostra squadra è rodata e i nuovi si sono inseriti subito».

LE PROSSIME GARE. «Le prossime partite in calendario (Milan, Udinese e Napoli in trasferta, Lazio e Juventus in casa, ndr) spaventano un po’, ma noi non abbiamo mai avuto paura delle difficoltà e siamo sempre stati convinti di potercela giocare con tutti. Intanto cominciamo con il Milan: proveremo a dargli filo da torcere».

TRA PASSATO E PRESENTE. «Sia io che Juric abbiamo dato più al Verona che al Genoa. Con lui abbiamo disputato due grandi stagioni, ma ora guardiamo al presente con ottimismo. Ogni tecnico ha le sue idee, e mi sembra che anche quelle di Tudor stiano funzionando. Noi dobbiamo solo seguirlo».

LEADER. «Mi sento uno dei leader, ma solo per anzianità: ci sono Veloso e Faraoni, poi io e altri che sono qui da tanto. Noi comunque siamo gruppo compatto che va tutto nella stessa direzione, quindi non servono tante parole».

IL RENDIMENTO. «Nel complesso sono soddisfatto di quanto ho fatto al Verona, anche se l’anno scorso non ho avuto continuità di rendimento. Quest’anno voglio giocare meglio e aiutare la squadra, a prescindere da gol e assist».

I TIFOSI. «Tornare a giocare con il pubblico è diverso, ma questa è una fortuna: la gente allo stadio è la cosa più bella che c’è nel calcio!».

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