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Cataldi: “Auguro il meglio a Silvestri. Sono rimasto a Verona per riconoscenza”

Il preparatore dei portieri gialloblù, raggiunto da L’Arena, ha parlato tra passato, presente e futuro

L’addio di Silvestri, la nuova squadra dei portieri, Di Francesco e non solo: sono parecchi gli argomenti toccati da Massimo Cataldi durante l’intervista concessa a L’Arena e comparsa sull’edizione odierna del quotidiano.

Di seguito, dunque, le principali dichiarazioni del preparatore dei portieri gialloblù.

L’ADDIO. «La cessione di Silvestri è stata una decisione presa di comune accordo fra il calciatore e il club, nel rispetto reciproco delle parti. A Marco auguro ogni bene per il prosieguo della sua carriera».

LA SQUADRA ATTUALE. «Ho allenato Montipò a Novara ed è un ragazzo che ha seguito un percorso di crescita importante grazie alle sue qualità tecniche ma anche temperamentali. È arrivato a Verona con grande determinazione e pari entusiasmo. Pandur è un giovane di buonissime prospettive che è è stato scelto per le sue qualità. Lavora sempre con il sorriso e ha voglia di crescere e migliorare. Va lasciato tranquillo nel suo percorso di crescita, ma le basi sono ottime. Berardi? Sono stato felice quando contro il Napoli ha debuttato in Serie A. Se lo meritava, è un grande professionista ed è apprezzato e stimato da tutto il gruppo».

IL NUOVO CORSO. «Sono rimasto a Verona per il grande senso di riconoscenza che provo per questo club: l’Hellas mi confermò dopo la promozione integrandomi nello staff di mister Juric. E poi è davvero un piacere lavorare in questo ambiente, quindi cercherò di dare ancora di più di quanto ho dato sinora, anche perché con la società stiamo sviluppando un progetto che mi coinvolgerà anche sul settore giovanile. Di Francesco e i suoi collaboratori? Integrarsi con loro è stato facile e velocissimo. Ci sono professionalità, competenza e una grande cultura del lavorare bene, ma anche spessore umano».

IL METODO. «Negli anni ho sviluppato un mio modo di allenare. Lavoro molto, con dedizione assoluta, e il lavoro cammina con me e cerca di andare più lontano possibile. Non c’è un traguardo da raggiungere, c’è solo da pensare a migliorare e a come farlo. Tutto qui. Io tra i migliori preparatori in circolazione? Non sta a me giudicare».

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