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Corriere di Verona: “Amrabat e gli altri campioni venduti per evitare i crac”

I soldi delle plusvalenze sarebbero stati utilizzati per contribuire a ripianare i debiti della Star Ball nei confronti di H23

Come riportato dal Corriere di Verona, se non ci fossero di mezzo quei 6,5 milioni di euro trasferiti il 18 febbraio 2020 dall’Hellas Verona alla controllante Star Ball, sequestrati su ordine del Tribunale di Bologna nell’ambito dell’inchiesta che vede indagato il presidente Maurizio Setti con la doppia accusa di appropriazione indebita e auto-riciclaggio, ci sarebbe quasi da rallegrarsi della situazione finanziaria del club gialloblù.

Sono tre, in particolare, le operazioni di mercato che hanno segnato notevoli plusvalenze per l’Hellas nell’anno 2020. Il centrocampista marocchino Sofyan Amrabat, che l’Hellas preleva dal Club Bruges nel campionato belga in prestito con diritto di riscatto fissato a 3,5 milioni e rivende l’anno dopo alla Fiorentina per una cifra che si aggira sui 20 milioni. C’è stato poi il difensore kosovaro Amir Rrahmani, acquistato dalla Dinamo Zagabria per 2,1 milioni e poi rivenduto al Napoli per circa 15. Entrambe queste operazioni sono state definite al mercato di gennaio, mentre, il centrale albanese Marash Kumbulla, cresciuto nel vivaio gialloblù e monetizzato con la cessione in prestito alla Roma con obbligo di riscatto per un affare da circa 25 milioni di euro, è partito nel settembre successivo.

È a operazioni come queste, benché non citate direttamente dagli inquirenti, a cui con tutta evidenza fa riferimento il giudice quando parla di «un buon calciomercato in uscita» che ha portato ad utili «veramente esistenti per l’Hellas». Utili che, nel caso contestato, «non avrebbero dovuto essere distribuiti come indicato in sede di approvazione del bilancio della società calcistica», anche se Setti, a sua difesa, ha detto di non aver mai avuto alcun rilievo ai bilanci del club . Erano soldi, quelli – secondo gli accertamenti della Guardia di Finanza – destinati ad un conto vincolato finalizzato ad un aumento di capitale. Invece, da quel conto, 6,5 milioni di euro sarebbero stati trasferiti e utilizzati per contribuire a ripianare il debito da 8 milioni di euro della Star Ball nei confronti di H23 che, assieme all’altra società di Setti HV7, rischiava il crac dopo l’istanza di fallimento presentata dai legali dell’imprenditore Gabriele Volpi, ex amico di Setti che, sempre secondo le indagini, avrebbe «interamente» finanziato il suo acquisto dell’Hellas.

Il trasferimento dei 6,5 milioni di euro non è l’unico caso di un flusso di denaro in uscita dall’Hellas per approdare ad una società della galassia di sigle create da Setti. Ci sono altri soldi che, sempre generati grazie alla evidentemente buona gestione del club calcistico, invece di essere reinvestiti nel potenziamento della squadra (che quest’anno ha centrato la seconda salvezza consecutiva in serie A dopo la promozione dalla B ottenuta nel 2019) hanno preso altri rivoli, che nulla hanno a che fare con l’attività sportiva.

A tal proposito, nel decreto di sequestro preventivo, viene portata ad esempio un’altra operazione, su cui nulla di illegale è stato ravvisato, ma che, secondo il pubblico ministero bolognese, si innesta in un filone di altre «condotte depauperative svolte in danno dell’Hellas». Si tratta, in questo caso, di un trasferimento di tre milioni di euro dall’Hellas ad un’altra società gestita da Setti, la Seven 23 srl che del Verona esercita «la funzione di amministratore». I soldi sono stati versati proprio a compenso di tale attività. Nelle parole del giudice, «le condotte di indebolimento della società calcistica continuano». Quanto a Star Ball, ha incassato altri dividendi dall’Hellas lo scorso 26 ottobre, per una cifra di 7,2 milioni.

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