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Lovato: “L’esordio è stata adrenalina pura. Hummels il mio modello”

Le dichiarazioni del giovane difensore, che fa un bilancio dei suoi primi mesi della sua esperienza in gialloblù

Il difensore dell’Hellas Verona, Matteo Lovato, ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport:

ESORDIO.E’ stata adrenalina pura. Avrei potuto giocare subito dopo una gara intera e non avrei sentito la stanchezza”. 

DAL PADOVA AL VERONA. “Se me lo avessero detto avrei risposto di non prendermi in giro. A Padova ero arrivato per fare il sesto difensore della rosa di mister Sullo. Per una serie di circostanze, invece mi sono ritrovato subito in campo e invece ho iniziato a giocare con continuità. Sullo mi ha dato fiducia. Mi ha seguito e mi ha aiutato a crescere anche dal punto di vista umano insieme al suo staff. Quando mi sono fatto male mi è stato vicino”.

TOCCO DI SUOLA.(Sorride, ndr) Durante una seduta avevo toccato la palla più di una volta con la suola, per me in maniera sensata. Invece Sullo continuava a fischiare fallo ogni volta che lo facevo. Pensavo ce l’avesse con me, voleva invece insegnarmi e migliorarmi”.

ESORDIO CON IL PADOVA.Rimane tuttora in mente l’errore che ho fatto verso la fine con un retropassaggio errato. Mi sono fatto mandare il video della gara per rivedere solo quello. Mi sembra una scelta corretta dal campo, da un’altra prospettiva ho capito che non lo era”.

JURIC. “Il mister è sempre stato sempre molto attento con me, mi aiuta sempre sia dal punto di vista tattico che da quello caratteriale. E anche i compagni mi sostengono facendomi sentire parte di una famiglia. L’impatto col campionato è stato decisamente emozionante, anche se non ho giocato. Quando sono arrivato abbiamo giocato in una settimana con Juventus, Milan e Lazio raccogliendo 5  punti”. 

SERIE A. “Dall’esterno sembra semplice, invece quando la vivi quotidianamente ti rendi conto che è un campionato complicato, pieno di difficoltà. E capisci che in una rosa di 25 giocatori ognuno può fare la differenza”.

PRIME DIFFICOLTÀ. “Bisognerà sapersi adattare e affrontare ogni giorno a testa alta”.

CONCRETO, INTROVERSO E LAVORATORE. “Concreto perché alle chiacchiere preferisco lavorare tanto. Introverso perché osservo molto e non esprimo molto le mie idee che comunque ho. In campo mi trasformo e non sono di certo introverso. Lavoratore lo sono anche per gli insegnamenti della famiglia”.

TRASFERIMENTO DAL GENOA AL PADOVA. “Volevo provare un’esperienza tra i professionisti dopo essere cresciuto tanto nel vivaio rossoblù. E anche se in fin dei conti tornavo a casa, mi sono sentito più indipendente. E’ stato un investimento su me stesso. Tornavo dalle mie parti dopo averle lasciate a 16 anni: da dormire a casa ogni sera ero passato a rivedere le mie zone ogni due mesi”.

TRASFERIMENTO DAL PADOVA A VERONA“Ne avevo parlato con i compagni più esperti che conoscevano già Verona e il Verona. Da Cherubin e Halfredsson, da Capelli a Matteo Mandorlini”.

RUOLO. “In realtà quando ho iniziato a giocare in maniera seria ero un esterno alto, un’ala. poi un giorno sono andato dall’allenatore dell’epoca e gli chiesi di provarmi più indietro. E così un passo alla volta sono arretrato fino a diventare difensore centrale”.

MODELLO. “Dico Hummels, mi è sempre piaciuto il suo modo di interpretare il ruolo”.

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1 mese fa

Questo è veramente bravo…speriamo non si perda

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