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ESC. CH – HV eSports, AlonsoGrayfox: “Vi racconto un po’ il mondo del calcio virtuale”

Il pro-player gialloblù si è raccontato durante un’intervista esclusiva ai nostri microfoni: ecco la prima parte

In questi giorni sul suo canale Twitch (che trovate cliccando QUI) ci sta offrendo un po’ di svago, dimostrandosi oltre che un ottimo giocatore di PES, anche un simpatico intrattenitore: stiamo parlando di AlonsoGrayfox, per gli amici Alfonso Mereu, uno dei pro-player dell’Hellas Verona eSports, la neonata squadra di calcio virtuale gialloblù.

Volendolo conoscere un po’ meglio, abbiamo quindi deciso di raggiungerlo telefonicamente per scambiare due chiacchiere con lui su un mondo ancora poco conosciuto in Italia come quello degli eSports: di seguito, dunque, la prima parte della nostra intervista esclusiva.

Che ne dici, cominciamo con le presentazioni?
«Certo! Mi chiamo Alfonso Mereu, in arte “AlonsoGrayfox”, ho 27 anni, sono il pro-player dell’Hellas per quanto concerne Pro Evolution Soccer ma attualmente lavoro anche come postino. Sono nato a Cagliari ma risiedo a Lunamatrona, un piccolo comune a una cinquantina di chilometri proprio da Cagliari. Sin da piccolo sono sempre ho sempre seguito il calcio e sono il tifoso numero 1 dell’Hellas Verona! (ride, ndr)».

Ci racconti da cosa deriva il tuo nick
«“Alonso” è la versione “spagnoleggiante” del mio nome, l’ho sempre utilizzato come nome sulla divisa durante i vari tornei di calcetto. “Grayfox” è invece uno dei miei personaggi preferiti all’interno della saga videoludica di “Metal Gear Solid”, quindi è venuto da lì».

Come trascorri questa quarantena? Avrai sicuramente molto più tempo per allenarti…
«Questo virus ha colpito duro in tutto il mondo, però come in tutto si può vedere qualche lato positivo: nel mio caso ho appunto molto più tempo per allenarmi, quindi la mattina mi sveglio, vado a fare una passeggiata con il cane e dopo accendo la PlayStation. Normalmente tra lavoro e sport non ho tutto questo tempo, quindi sto cercando di “recuperare”».

In che cosa consistono questi allenamenti? Quante ore giochi?
«Più che la quantità, è importante la qualità: bisogna infatti cercare di affrontare sempre players validi, anche se magari per le prime partite va bene anche qualche avversario casuale. Per quanto riguarda il tempo, dipende anche molto dalle altre attività giornaliere, ma tre o quattro ore sono ottimali, anche perché dopo inizia a fumarti il cervello (ride, ndr)! Poi come in tutte le attività ci sono giorni in cui sei in forma e altri in cui sei stanco e non ti riesce niente: in quel caso bisogna avere l’intelligenza di posare il joypad e fare dell’altro, perché continuare sarebbe solo controproducente».

Come sei arrivato a giocare a livello competitivo? E perché hai scelto proprio PES?
«Sin da piccolo ho sempre giocato a PES, quindi ho continuato su questa strada. Per quanto riguarda il competitivo, ho cominciato solo l’anno scorso, sia con tornei offline che con tornei online. Dopo aver ottenuto ottimi risultati, a gennaio ho partecipato ai tornei promossi dalla FIGC…».

… e da lì è iniziata la scalata verso la Nazionale, giusto?
«Sì: la FIGC ha organizzato varie “batterie” e io ho vinto la mia, guadagnandomi la qualificazione al torneo che si è svolto offline a Coverciano, nel tempio del calcio italiano. Al termine di quella splendida esperienza sono riuscito a qualificarmi tra i primi quattro, e ora rappresento l’Italia».

(Per la seconda parte, clicca QUI)

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