Dossena: “Camoranesi il più forte incontrato a Verona. Juric? Uomo vero”

L’ex esterno gialloblù si è raccontato ai colleghi di Telearena durante l’appuntamento quotidiano con Contropiede Daily

Durante la propria carriera ha girato parecchie grandi squadre, ma le origini calcistiche di Andrea Dossena sono strettamente legate a Verona, dove è arrivato a 14 anni e dove ha mosso i primi passi nel mondo del professionismo.

Raggiunto dai colleghi di Telearena durante l’appuntamento quotidiano con Contropiede Daily, l’ex esterno ha parlato del proprio passato gialloblù, ma non solo: di seguito dunque le sue principali dichiarazioni.

LA QUARANTENA. «Al momento mi trovo a Lodi e come tutti cerco di restare a casa il più possibile. Fortunatamente in questa zona ci si è subito accorti della gravità della situazione: ho visto grande senso civico nel rispetto delle norme. Speriamo di tornare alla normalità al più presto».

L’HELLAS. «Sono arrivato a Verona quando ero un ragazzino e ci sono rimasto per dieci anni, quindi ogni volta che ci vengo mi passano davanti mille ricordi. Lì ho vissuto tanti momenti, sia belli che brutti, anche se rimpiango di non essere riuscito a coronare la mia esperienza lì con una promozione o comunque con qualche grande risultato. È una piazza che esige tanto, ma anche che dà tanto, quindi avrei voluto vivere un momento glorioso in una città che non solo vive di calcio, ma anche che sa di calcio. Un’occasione per tornare? Non c’è mai mai stata l’occasione giusta».

GLI EX COMPAGNI. «Credo che Camoranesi sia il più forte calciatore con cui abbia giocato all’Hellas: quando ero ancora un giovane aggregato alla prima squadra, mi capitava spesso di trovarmelo contro durante gli allenamenti, ed era una bella sofferenza provare a contenerlo! Al tempo stesso però è stata una bella gavetta, anche perché poi quando giocavo difficilmente mi trovavo ad affrontare uno forte come lui. Ricordo molto bene anche Mutu, altro giocatore veramente forte. Nel “mio” Verona, quello di Ficcadenti, non c’era una “stella”, ma tantissimi ottimi giocatori: Behrami dava già l’impressione di avere la stoffa giusta, Italiano ci dava qualità e Adailton poteva sempre tirare fuori dal cilindro una punizione delle sue!».

IL “SUCCESSORE”. «Credo che Lazovic stia sfruttando quello che Juric dà alla squadra, come per esempio una grande condizione fisica. Lui poi, avendo alle spalle tre difensori e grazie alla sua gamba, può curarsi un po’ meno della fase difensiva e farsi trovare pronto in avanti. Se riesci a entrare nella mentalità di Juric e a stargli dietro, otterrai sicuramente dei risultati».

JURIC. «Juric è un uomo vero, a Verona lo state scoprendo solo ora ma lo è sempre stato. Quando l’ho incrociato al Palermo (stagione 2012/2013, Juric era il vice di Gasperini, ndr) ti faceva i complimenti se giocavi bene, ma quando eri in un momento “no” te lo diceva apertamente, pur cercando di spronarti. Mi è dispiaciuto aver lavorato poco con lui, ma con Zamparini cambiavamo un allenatore ogni due settimane…».

Redazione

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