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Zoff: “Non sono solito fare appelli, ma bisogna restare a casa”

Il leggendario portiere della Nazionale ha detto la sua in esclusiva ai nostri microfoni

L’Italia sta vivendo un momento storico drammatico, forse il più complesso dal dopo guerra, a causa del Covid-19. Le regioni del Nord sono le più colpite, il numero dei decessi cresce in modo preoccupante e negli altri territori i dati di persone contagiate aumentano ogni giorno di più.

In un momento così buio e complesso, abbiamo contattato il mitico Dino Zoff, una leggenda a cui tutto il popolo italiano è affezionato, e l’ex portiere della Nazionale ha condiviso con noi il suo pensiero circa la situazione complicata che sta vivendo il Paese.

Di seguito, dunque, la nostra intervista.

Come sta vivendo da italiano questo periodo?
«Stiamo attraversando settimane drammatiche. Francamente non pensavo che il Covid-19 potesse irrompere in modo così prepotente nella nostra Nazione. Personalmente sto vivendo questo periodo con molta preoccupazione e terrore, come del resto tutti i cittadini. Mi auguro che al più presto potremmo rivedere un po’ di luce».

Molte persone dello sport, e non solo, hanno lanciato l’appello alla popolazione di restare in casa il più possibile…
«Io non sono solito fare appelli, anche perché in teoria basterebbe seguire diligentemente i decreti emanati dal Governo, ma la prevenzione è fondamentale per sconfiggere un nemico invisibile e quindi mi auguro che tutti stiano a casa: solo in questo modo possiamo tornare il prima possibile alla normalità».

Il calcio in Italia è fermo; nonostante ciò alcune squadre vorrebbero ricominciare gli allenamenti nella prossima settimana. Cosa ne pensa lei di questa decisione?
«Non credo sia una questione per la quale si debba essere d’accordo o meno. La cosa più importante in questo momento è la salute delle persone, categoria nella quale rientrano anche i calciatori. C’è un decreto che parla chiaro e l’ideale sarebbe rispettarlo».

I club di Serie A, insieme alla Lega e al Governo, hanno ipotizzato di poter riprendere il campionato per i primi di maggio. Secondo la sua opinione sarebbe più favorevole a far proseguire il campionato con play-off e play-out oppure sarebbe meglio concluderlo giocando secondo il calendario originario?
«In questo momento è chiaro che anche il mondo del pallone si debba adeguare alle circostanze per far fronte all’emergenza che stiamo vivendo. Bisognerà vedere nel mese indicato dalla Lega di Serie A se la salute dei cittadini sarà al sicuro o meno. L’idea dei play-off e play-out, sono sincero, non mi entusiasma più di tanto. Se ci fosse la possibilità di concludere il campionato nella forma classica sarebbe la soluzione migliore».

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