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ESC. CH – Scapini: “Al Verona tre anni importanti. La voci di mercato? Danno prestigio”

L’ex bomber dell’Hellas, raggiunto in esclusiva per voi dai nostri microfoni, ha scambiato con noi quattro chiacchiere tra passato, presente e futuro

Qualche giorno fa vi abbiamo dato la notizia del suo approdo al Team S. Lucia Golosine, oggi vi proponiamo invece la nostra chiacchierata con Matteo Scapini, attaccante classe ’83 in gialloblù durante l’inferno della Serie C (o Lega Pro, chiamatela come volete).

Di seguito, dunque, la nostra intervista integrale al bomber bianco-blu.

Tu hai vissuto quelli che potremmo definire “gli anni bui” dell’Hellas, ma c’è un ricordo che ti porti nel cuore?
«Al Verona ho vissuto tre anni belli ma anche sofferti, in cui sono cresciuto sia come giocatore che come persona. Credo che la promozione arrivata durante il mio ultimo anno (stagione 2010/2011, ndr) sia stata la miglior conclusione per la mia esperienza, ma anche il punto di avvio del progetto con il quale l’Hellas è riuscito a tornare nella categoria che merita».

Passiamo al presente: cosa ti ha più sorpreso del Verona di Juric?
«Mi ha stupito la compattezza che questa squadra ha trovato sin da subito, una solidità che ha permesso ai giocatori di valorizzarsi e all’Hellas di ritrovarsi in un’ottima posizione di classifica per una neopromossa. Buona parte del merito va a Juric, il quale ha dimostrato di essere un grande allenatore e di pensare al bene della squadra. Credo ci siano tutte le basi per costruire un futuro importante».

Da attaccante, come giudichi la prima parte di stagione del reparto offensivo dell’Hellas?
«Ci sta che nei primi mesi ci sia stato un periodo di ambientamento: la squadra doveva amalgamarsi, e poi il gioco di Juric prevede che tutti contribuiscano a difendere, quindi le punte all’inizio sono state un po’ “sacrificate”. Poi è chiaro che con il tempo i meccanismi siano stati oliati e che quindi si sia arrivati ad avare una certa continuità anche in fase realizzativa, elemento molto importante per dare fiducia agli attaccanti».

Parlando di “giocatori valorizzati”, credi che le tante notizie di mercato riguardo ai “pezzi pregiati” possano disturbare la squadra?
«Sicuramente il fatto che grandi squadre siano interessate a molti elementi del Verona dà prestigio alla società ed è un grande riconoscimento per il lavoro della stessa. Discorso simile anche per i calciatori: penso che intravedendo la possibilità di calcare palcoscenici importanti come l’Europa League o la Champions, qualsiasi giocatore si senta motivato a fare bene fino alla fine del campionato».

Restando sul mercato, cosa serve per puntellare il Verona?
«Può essere che qualche ritocco dia un po’ di solidità alla rosa, ma è chiaro che, per come stanno andando le cose, stravolgere la squadra non serva a nulla. Io cercherei magari qualche rincalzo per chi finora ha giocato di più a centrocampo, sia in mezzo che sugli esterni, perché è lì che passa tutto il gioco ed è sempre lì che si macinano chilometri su chilometri. C’è però da dire che a gennaio trovare un giocatore con un po’ di minuti nelle gambe, e quindi con il ritmo-partita, non è mai facile…».

Parliamo un po’ di te: ci racconti del tuo passaggio nel Team e del tuo futuro?
«Qui c’è tanta professionalità e ho ritrovato l’entusiasmo e la voglia di giocare dopo un periodo un po’ difficile dovuto a varie vicissitudini, quindi finché mi diverto continuerò a fare il calciatore. Al momento non so ancora cosa farò una volta appesi gli scarpini al chiodo, ma vorrei rimanere in quest’ambito, e devo dire che allenare non mi dispiacerebbe affatto…».

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