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Faraoni: “La maglia del Verona un onore. Ora ripartiamo subito bene”

L’esterno gialloblù si è raccontato ai colleghi de L’Arena tra passato, presente e prossimo futuro

È stato probabilmente l’acquisto più azzeccato della scorsa finestra di mercato invernale, e a distanza di un anno non ha fatto altro che confermarsi: stiamo parlando di Marco Davide Faraoni, esterno a tutta fascia approdato a Verona a gennaio e subito diventato una delle colonne portanti dell’Hellas.

Raggiunto dai colleghi de L’Arena, il classe ’91 si è raccontato tra il suo passato al Crotone, la sua esperienza in terra scaligera e i prossimi impegni che attendono la banda di Juric: di seguito, dunque, le sue principali dichiarazioni.

LE SIRENE DI MERCATO. «Sapere di essere accostato a grandi squadre (Inter, Fiorentina, Lazio e Roma, ndr) fa ovviamente piacere, ma io ho sempre pensato sempre e solo a giocare per il Verona, una squadra che mi ha dato tanto. Il calcio comunque è pazzesco: bastano tre o quattro partite fatte bene e sei sulla bocca di tutti, così come il contrario… Io comunque non mi faccio illusioni e mi concentro sul nostro obiettivo comune, che è la salvezza».

LA CADUTA E LA RINASCITA. «A Crotone mi ero ritagliato il mio spazio, ma poi siamo retrocessi e in Serie B non riuscivamo a ingranare. Io stesso, pur impegnandomi, non riuscivo a fare ciò di cui ero in grado, e in sostanza ogni volta che entravo in campo quasi danneggiavo la squadra. Venire a Verona mi ha liberato la testa e permesso di ripartire: merito anche di chi ha creduto in me».

FARAONI “L’INAMOVIBILE”. «Godo della fiducia di Juric e ne sono orgoglioso: lotto e corro dando il massimo perché il mister mi fa sentire importante sin dalle prime partite. La mia fortuna è avere anche Adjapong che scalpita, il che mi dà ulteriori stimoli e mi permette di non abbassare mai la tensione e anzi continuare ad alzare l’asticella. Meritare la maglia da titolare del Verona, credetemi, è un onore».

RETI BELLE E PESANTI. «Credo che i miei gol più belli con il Verona siano i due segnati l’anno scorso contro il Brescia (era il 2 aprile e il match terminò 2-2, ndr). Sul più importante non ho dubbi, e la rete segnata contro il Cagliari (29 settembre, 1-1 il risultato finale alla Sardegna Arena, ndr)».

IL TORINO. «Le tre sberle subite nel primo tempo contro il Toro ci sono servite: nel primo tempo ci hanno distrutti sotto tutti i punti di vista, ma abbiamo udito il campanello d’allarme e grazie anche alle parole del mister ci siamo rimessi in riga. Questa è la Serie A, nessuno ti regala nulla»

LA PAUSA. «Non credo che la sosta anticipata ci abbia danneggiato, sapevamo ci sarebbe stata e quindi abbiamo mantenuto alta la concentrazione. L’ultima giornata? Eccezion fatta per la vittoria della SPAL in casa del Torino, l’ultimo turno non ha regalato troppe sorprese, quindi non abbiamo perso troppo terreno rispetto alla nostre dirette concorrenti…».

LE PROSSIME GARE. «Firmerei per fare quattro punti contro SPAL e Genoa: girare a 23 punti sarebbe fantastico, poi è chiaro che a 25 sarebbe ancora meglio. Nessuno all’inizio si sarebbe aspettato un girone d’andata fatto così bene… L’importante è comunque cominciare subito a pedalare, perché nessuna squadra è ancora spacciata e quindi ci sarà da lottare fino all’ultimo».

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9 mesi fa

Ma tt scappano

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9 mesi fa

GREAT WARRIOR 💛💙💪🔥🔥🔥🔥🔥

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9 mesi fa

Generoso pulito altruista instancabile….. Bravooooo

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