Juric in cattedra: “L’intensità per far sentire male gli avversari, i dettagli per sorprenderli. Settimana di scarico? Non esiste!”

Il tecnico gialloblù, durante l’incontro organizzato dall’AIAC, ha raccontato la “settimana-tipo” dell’Hellas e parlato del proprio credo calcistico

Intensità“: è stata questa la parola più utilizzata da Ivan Juric durante l’incontro organizzato dall’Associazione Italiana Allenatori di Calcio e tenutosi ieri sera al Palazzetto Gavagnin.

Un’ora e mezza estremamente interessante e trascorsa in un lampo, durante il quale il tecnico gialloblù ha spiegato il suo modus operandi, raccontando la settimana-tipo del Verona e spiegando il proprio credo calcistico con la solita schiettezza che l’ambiente scaligero ha amato sin dalla prima conferenza dell’Uomo di Spalato.

Andiamo quindi a dare un’occhiata alle sue principali dichiarazioni.

LA SETTIMANA. «Ipotizzando di giocare di domenica, solitamente iniziamo ad allenarci il martedì con una prima seduta a bassa intensità e senza tattica: i ragazzi sono reduci dalla partita e quindi stanchi mentalmente, perciò voglio solo che corrano tanto e si divertano. In questo primo allenamento studiamo anche le immagini del match e io lavoro sulla testa dei giocatori: se le cose vanno bene li massacro, altrimenti cerco di concentrarmi sulle cose positive. Il secondo giorno iniziamo ad alzare i ritmi, ci dedichiamo a forza e tattica, spesso con la Primavera, che è una cosa che mi piace molto fare, mentre il terzo è l’allenamento più pesante, con carichi importanti. Il venerdì invece rallentiamo un po’ per recuperare, e iniziamo a lavorare in base all’avversario, così come il sabato, giornata durante il quale proviamo anche gli schemi su palla inattiva. Lavoro con o senza palla? Non ci sono tempistiche precise o prestabilite, ma preferisco lavorare con la palla».

IL CREDO DI JURIC. «Mi piace giocare con intensità, recuperare subito il possesso, non far giocare l’avversario, innervosirlo e farlo sentire male perché non riesce a mettere inseme tre passaggi di fila. Tutti devono dare il massimo: se per esempio Amrabat non corre, è fuori. La settimana di scarico per me non esiste: ogni settimana lavoriamo allo stesso modo, per riposarsi ci sono le vacanze. I miei collaboratori? Hanno la mia piena fiducia, e sono loro a fornirmi i dettagli su cui lavorare per sorprendere (in realtà il termine utilizzato dal mister era un po’ più “forte”, ndr) gli avversari».

IL PROGETTO HELLAS. «Quest’anno l’obiettivo è la salvezza, poi vogliamo mettere le basi per il futuro, sul modello Atalanta: loro giocano insieme da tantissimo tempo, e ogni anno aggiungono un paio di tasselli per fare un ulteriore passo in avanti, ma continuano a giocare a memoria. Noi non siamo ancora a quel livello per quanto riguarda gli automatismi, ma spero tanto di riuscire ad arrivarci».

Redazione

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