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Berardi e Perin in cattedra: lezione all’UniVR per i due gialloblù

Il portiere della prima squadra maschile e il difensore delle Women hanno raccontato le proprie esperienze agli studenti di Scienze Motorie

Una lezione speciale quella tenutasi nel pomeriggio di ieri presso la Facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Verona, dove nel pomeriggio di ieri Alessandro Berardi e Laura Perin (peraltro studente proprio della suddetta Facoltà) sono intervenuti durante una lezione dedicata alla comunicazione all’interno delle società sportive (si è parlato di ufficio stampa e rapporto con i media).

Di seguito, dunque, le parole dei due giocatori riportate dal sito ufficiale gialloblù.

BERARDI. «Il mio percorso è iniziato nel settore giovanile della Lazio, e in parallelo ho iniziato l’Università di Scienze Motorie a Roma. Purtroppo ho dovuto lasciarla per inseguire il mio sogno, non era facile far convivere l’attività con la frequenza obbligatoria dei corsi. La laurea rimane comunque un mio obiettivo al termine della carriera, credo sia molto importante visto che l’attività di un calciatore termina attorno ai 35 anni. All’età di 19 anni mi sono trasferito a Verona, dove ho esordito in Serie B. Poi ho proseguito in varie squadre e in varie città come Bari e Salerno. Infine sono tornato al Verona, dove vivo da 2 anni: città e tifoseria sono fantastiche, uniche nel loro genere».

PERIN. «Gioco a calcio da circa dieci anni e ho esordito in Serie A quando ne avevo sedici. Ho giocato con il Pordenone, con il Tavagnacco e con il Vittorio Veneto e, da due anni, sono qui all’Hellas Verona. Nelle passate stagioni ho anche avuto la fortuna di far parte delle selezioni giovanili della Nazionale, una grande gioia. Il movimento femminile? Negli ultimi anni, anche grazie al buon piazzamento dell’Italia negli ultimi Mondiali, c’è stato un notevole sviluppo: credo siano stati importanti l’incremento di interesse sui social e l’ingresso dei club professionistici, quasi tutti hanno ormai almeno il settore giovanile femminile. I social media, inoltre, hanno permesso di vedere tutte le partite della Serie A femminile, insieme alle TV che hanno seguito da vicino i Mondiali».

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