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ESC. CH – Women, due chiacchiere con Camilla Forcinella

Abbiamo raggiunto in esclusiva per voi il portiere della’Hellas e della Nazionale U19: ecco quindi cosa ci ha raccontato

L’anno scorso, complice anche i due lunghi infortuni di Nicole Studer, si è ritrovata catapultata in Serie A da titolare a 17 anni, sfoderando prestazioni notevoli e che a fine stagione hanno fruttato più di qualche punto all’Hellas: stiamo ovviamente parlando di Camilla Forcinella, portiere classe 2001 delle Women e della Nazionale Under 21.

In vista della prossima sfida in casa della Pink Bari, abbiamo quindi deciso di raggiungerla per scambiare due chiacchiere con lei sulla partita in programma domani, ma non solo: di seguito, dunque, la nostra intervista integrale.

Partiamo un po’ da te: chi è Camilla fuori dal campo? E come ti sei avvicinata al calcio?
«Fuori dal campo sono una studentessa: faccio la quinta superiore a Rovereto, e quest’anno affronterò la maturità. Mi sono avvicinata al calcio grazie a un campetto che avevo di fronte a casa e dove andavo spesso a giocare con mio fratello di un anno più grande».

Cosa rappresenta per te Verona?
«Ormai è tanto tempo che gioco a Verona, e ho un bellissimo rapporto con questo ambiente che in passato ha dato tanto a questo movimento e che ora ha tanta voglia di riscatto».

Che tipo di allenatore è Bonazzoli? Che differenze ci sono dalla Di Filippo?
«È difficile fare un confronto, anche solo perché parliamo di un uomo e di una donna, ed è quindi normale che magari mister Di Filippo capisse meglio qualche dinamica più “femminile”. Credo comunque che siano entrambi ottimi allenatori e che abbiano tutti e due molto da insegnare».

Com’è il tuo rapporto con Alessia Gritti?
«Con lei ho legato subito, e per me è davvero molto importante averla al mio fianco perché ha molta esperienza ed è veramente brava. Mi trovo molto bene con lei».

Cosa vuol dire per una ragazza di 18 anni avere già disputato una stagione da titolare in Serie A?
«Per me è un grande onore e una grande responsabilità giocare titolare, ma soprattutto quest’anno non sarà scontato perché Alessia (Gritti, ndr) è tanto forte quanto me, quindi ci sarà da lavorare molto».

Ci hanno riferito che tu abbia un legame particolare con il numero 12: ci racconti un po’ il perché?
«Io da quando ho iniziato a giocare ho sempre avuto il 12, ed è stato anche il primo numero in Nazionale. Finora mi ha sempre portato bene, quindi ho deciso di non cambiarlo».

Quattro punti nelle prime due partite contro squadre ostiche: siamo solo all’inizio, ma secondo te dove può arrivare questo Verona?
«Sicuramente quattro punti nelle prime due partite contro due squadre così sono un ottimo inizio, ma è solo un punto di partenza perché comunque il campionato è appena iniziato: già l’anno scorso abbiamo visto quanto è difficile arrivare all’ultima giornata sane e salve. Credo che comunque continuando ad allenarci bene potremo arrivare in un’ottimo posizione».

Bari, un campo ostico per tutti: quali sono le sensazioni e come l’avete preparata?
«La stiamo preparando nel migliore dei modi perché quello è un campo storicamente difficile per il Verona. Dobbiamo andare là tranquille, ma con la consapevolezza che per far punti dovremo essere aggressive».

Hai fatto tutta la trafila delle Nazionali giovanili: quanto l’Hellas può aiutarti nel tuo percorso “azzurro”?
«È sempre un piacere e un onore andare in Nazionale, ma questo è possibile solo grazie al lavoro quotidiano con il Verona, che io ringrazio molto: qui mi alleno bene e sono serena»

Un sogno nel cassetto?
«Mi auguro di continuare la mia carriera calcistica, arrivando il più in alto possibile sia a livello di club che di Nazionale, con la speranza di poter diventare una professionista a tutti gli effetti. Poi comunque voglio anche continuare a studiare».

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