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Salvatore Bocchetti, il tassello che manca a Ivan Juric

Il difensore partenopeo, che col neo-tecnico gialloblù aveva giocato al Genoa, quasi sicuramente sarà l’elemento “di esperienza” del reparto arretrato

Dopo l’ufficialità di Amir Rrahmani e il quasi certo (finché non c’è la firma, non si sa mai…) arrivo di Koray Günter, il Verona sembra essere sempre più vicino a chiudere anche per Salvatore Bocchetti, giocatore che andrebbe probabilmente a completare il pacchetto arretrato gialloblù (il quale potrebbe comunque essere rimpolpato dalla conferma di Bianchetti).

ESPERIENZA INTERNAZIONALE. Difensore centrale, all’occorrenza terzino sinistro, il classe ’86 dal 2010 (salvo per una breve parentesi col Milan nel 2015) gioca in Russia, dove ha vestito le maglie di Rubin Kazan e Spartak Mosca, vincendo un campionato, una Coppa e due Supercoppe di Russia. Con 41 partite all’attivo tra Champions League ed Europa League, Bocchetti garantisce una grande esperienza, elemento imprescindibile in un reparto come quello del Verona in cui l’età media si assesta attorno ai 25 anni.

CON JURIC AL GENOA. Il suo palmarès russo non è però l’unico motivo che ha spinto Tony D’Amico a puntare su di lui: il difensore partenopeo è infatti ben noto da Ivan Juric, il quale ha condiviso con lui due stagioni (dal 2008 al 2010) Genoa. Il feeling tra i due potrebbe quindi trasformarlo in qualcosa di molto simile a un “allenatore in campo”, figura molto utile per far passare al meglio le direttive provenienti dalla panchina.

DIFESA AL COMPLETO. Come detto, Bocchetti potrebbe essere l’ultimo tassello della nuova difesa difesa gialloblù: se infatti venisse confermato anche Bianchetti, l’Hellas si ritroverebbe con ben sei difensori centrali (oltre a quelli già citati in questo articolo, non vanno dimenticati Dawidowicz ed Empereur), un numero che appare più che sufficiente per affrontare la stagione che si para davanti. Nel momento in cui si chiuderà l’operazione, D’Amico potrà quindi concentrarsi sugli altri reparti, in primis il centrocampo, dove con ogni probabilità bisognerà trovare un degno sostituto di Gustafson.

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