L’attuale vice-allenatore dell’Ambrosiana in grigiorosso ha vissuto alcune delle annate più belle della sua lunga carriera, ma al cuor non si comanda…
Due stagioni, 58 presenze e 5 gol in campionato con la maglia della Cremonese, 4 stagioni, 81 presenze e 3 gol in campionato con quella dell’Hellas: quella di stasera sarà un’autentica sfida “spacca-cuore” per Stefano Garzon, veronese DOC che però in grigiorosso ha vissuto probabilmente due delle stagioni più importanti della sua carriera.
Raggiunto dai colleghi de L’Arena in occasione del match tra i gialloblù e gli uomini di Rastelli, l’attuale vice-allenatore dell’Ambrosiana ha parlato del suo passato, ma anche della sfida dello Zini: di seguito dunque le sue principali dichiarazioni.
LA CREMONESE. «Sono veronese, ma ho splendidi ricordi di Cremona. È lì che sono diventato vero calciatore: appena uscito dal settore giovanile del Chievo mi ritrovai per allenatore una leggenda come Giuseppe Galderisi, alla sua prima stagione da tecnico. Nel 2005 poi mister Roselli, che avevo già avuto a Varese, mi chiamò per farmi tornare alla Cremonese, con la quale disputai un campionato di Serie B che somigliava tanto uno di Serie A, un livello molto più alto rispetto a quello di adesso. In quella stagione segnai anche quattro gol, due dei quali molto belli. Giocavo mezzala, il mio ruolo, sentivo la fiducia del mister e fisicamente stavo benissimo. Bei tempi, anche se alla fine retrocedemmo. Quell’anno affrontammo anche il Verona, che vinse entrambe le partite: al di là del piazzamento finale (15° posto, ndr), era un buon Hellas».
L’HELLAS DI GROSSO. «Anche l’attuale Verona comunque è una buonissima squadra, e ha le potenzialità per vincere dappertutto. Deve però giocare sempre da Hellas, altrimenti vengono fuori pareggi scialbi come quello arrivato contro l’Ascoli. Un giocatore che mi piace? Henderson: sarà che la Scozia mi appassiona, sarà per l’agonismo che mette in campo, ma credo che possa essere un giocatore decisivo per questa squadra, magari già allo Zini».
CUORE GIALLOBLÙ. «Verona è la mia città, e spero che possa subito tornare in Serie A anche se non sarà facile. L’augurio è che l’Hellas venga promosso e che la Cremonese si salvi…»
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