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Malesani: “Il mio calcio vicino a quello di Guardiola. Vorrei tornare in panchina”

L’ex tecnico anche dell’Hellas è tornato a parlare tra passato e presente con un obiettivo molto preciso

Alberto Malesani ha passato due stagioni, dal 2001 al 2003. Ormai da tempo però il tecnico non riesce a trovare una panchina stabile e a La Gazzetta dello Sport ha parlato proprio del suo presente, con un occhio al passato.

Infatti Malesani torna su aspetti che qualche anno fa sembravano “particolari”: “Quel gesto dell’orecchio di Mourinho allo Stadium non l’avrei fatto. Però avrei esultato, perché poi l’esultanza dell’allenatore chi l’ha sdoganata? Io, anche se dicevano che macchiava l’immagine, che non andava fatta. Ora, e da tempo, vedo tecnici entrare nel campo e saltare, Conte, Klopp, tanti altri.

E la tuta? Io la portavo, Sarri ci ha fatto una cavalcata di anni a Napoli. Prima sembrava tutto una bestemmia. Come un certo gioco: pressing alto, la transizione di un certo tipo, partecipazione collettiva, aggressione, proposizione.

Se un ventenne mi chiedesse a chi assomigliava il mio calcio, direi che ero più vicino a Guardiola che ad altri, ma senza voler fare il presuntuoso: quel mio Parma che vinse la Uefa contro il Marsiglia aveva molti concetti di Pep“.

Ma il sogno di Malesani è sempre quello di tornare in panchina: “Se guardo avanti ho ancora una gran voglia di farmi sotto, di allenare, di dimostrare e progredire. Ci terrei a finire meglio la mia carriera da professionista. Io con il calcio non ho smesso“.

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