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ESCLUSIVA CH – Pancaro: “Di Carmine da doppia cifra, con me fece bene. Grosso mi piace”

Intervista esclusiva a CalcioHellas dell’ex difensore della Nazionale, che parla di Di Carmine, di Fabio Grosso e di Pazzini. “Il Verona è favorito, ma i pronostici vanno confermati”

Giuseppe Pancaro, dopo la lunga carriera da calciatore con le maglie di Cagliari, Lazio, Milan, Fiorentina e altre, toccando quota 19 presenze con la Nazionale, ha intrapreso la carriera da allenatore nei primi anni 2010. Nel 2014/’15, con la Juve Stabia appena retrocessa, venne nominato nuovo allenatore delle Vespe per la stagione in Serie C. Gli stabiesi trattennero per quell’anno l’attaccante Samuel Di Carmine, che fu così il giocatore più prolifico della gestione Pancaro. Abbiamo parlato con l’ex difensore della Nazionale, chiedendogli un giudizio tecnico su Di Carmine, le impressioni sulle prime esperienze da allenatore dell’ex compagno in azzurro Fabio Grosso e uno scorcio su quel che può essere l’Hellas Verona di questa nuova annata, ammesso che ci sia il suo ex compagno alla Fiorentina Giampaolo Pazzini.

Domenica 5 agosto il Verona affronta la Juve Stabia in Coppa Italia: gara da ex per Di Carmine, quando l’allenatore delle Vespe era proprio Pancaro. Ci parli di quell’esperienza in relazione soprattutto al nuovo attaccante dell’Hellas.

È stata un’esperienza bellissima, dove ho trovato un Di Carmine che secondo me non sfruttava appieno tutte le grandi qualità che ha. In realtà quell’anno fece benissimo, fece tanti gol, credo che da lì iniziò a capire la propria forza e le proprie potenzialità. Alla Juve Stabia non sempre ho giocato con un’unica punta, a volte anche con due punte o con la seconda punta. Di Carmine si può adattare a giocare benissimo da solo o con un altro attaccante, potenzialmente può fare qualsiasi cosa“.

In quella stagione (2014/’15) Di Carmine fu l’attaccante più prolifico della sua squadra, con 27 presenze e 11 gol, possiamo aspettarci numeri così da lui?

Sì, ormai penso sia un attaccante che può andare sempre in doppia cifra. Un attaccante che lavora, che si muove bene in fase di non possesso. Un attaccante molto forte ad attaccare la profondità e a mettere sempre in grande apprensione le difese avversarie. Io oggi penso sia uno dei più forti in Serie B“.

Lei ha giocato anche con Fabio Grosso in Nazionale: come giudica le prime esperienze da allenatore del suo ex compagno in azzurro?

Ho avuto modo di seguirlo perché mi piace quello che prova a fare, come prova a far giocare la squadra. Cerca sempre di fare la partita, ha un calcio propositivo. Il suo gioco è stato molto buono a Bari ma già dalla Primavera della Juventus si vedeva che aveva delle ottime idee“.

In un 4-3-3 ipotetico, se un allenatore dovesse scegliere, chi ci mette fra Pazzini e Di Carmine?

Grosso li vede quotidianamente. Di Carmine può sicuramente giocare da solo da prima punta o assieme a Pazzini. Lui è un giocatore che può variare il numero di giocatori davanti, la duttilità è una sua grande dote. Di Carmine non è sicuramente un esterno, è una punta che negli ultimi anni è sempre andato in doppia cifra ed è dunque assolutamente un attaccante, l’ala può adattarsi a farla perché ha gamba ma non è il suo ruolo. Pazzini se sta bene è un valore aggiunto, è un giocatore che ti garantisce tanti gol“.

Ai suoi occhi: come si sta costruendo l’Hellas? Sarà facile ambire ai primi posti in questa Serie B? Da chi altre dovrà vedersi il Verona di Grosso?

Di facile nel calcio non c’è niente. Bisogna dimostrare sul campo di essere superiore agli altri. Certamente è una piazza importante ed è una delle favorite, ha un allenatore giovane che sta facendo molto bene, sta facendo un buon mercato e con Di Carmine si è assicurata, come dicevo prima, uno degli attaccanti più forti della categoria. I pronostici, però, vanno sempre confermati sul campo“.

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