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Stojkovic ricorda Italia ’90, quel gol al Bentegodi e il rigore di Hadzibegic

Il 26 giugno 1990, quasi 28 anni fa, la Jugoslavia giocava gli ottavi di finale dei mondiali contro la Spagna: teatro della sfida il Marcantonio Bentegodi di Verona. In quel momento Stojkovic era un giocatore della Stella Rossa Belgrado, ma in quella estate sarebbe passato all’Olimpique Marsiglia, un trasferimento maledetto per i problemi al ginocchio che trovò in Francia e per quella finale di Coppa Campioni persa l’anno dopo proprio contro la sua ex squadra.

La Jugoslavia avrebbe potuto davvero vincere quel Mondiale, l’ultimo giocato da quella Nazionale. Contro la Spagna al Bentegodi quel giorno fu 2-1 per gli jugoslavi, doppietta del genio Stojkovic. Il primo gol al 78′ su un cross lungo Zlatko Vujovic: stop e appoggio in porta. Pareggiano subito dopo gli iberici ma al 93′ è clamoroso l’epilogo del match: la Jugoslavia ha un calcio di punizione dai 22 metri circa e posizione centrale, sul punto di battuta ci sono cinque giocatori, se ne defilano due e ne rimangono tre. Parte Stojkovic e il gol è mozzafiato, il suo tiro curva più della Biassono di Monza e girando attorno alla barriera si infila a fil di palo.

Era un Mondiale che Stojkovic e la Jugoslavia potevano vincere. Probabilmente quel giorno, proprio quel 26 giugno, Verona e il Bentegodi divennero destinazione obbligatoria per lui, seppur in una stagione assurda ma è forse il destino dell’Hellas essere partecipe di avvenimenti assurdi.

Intervistato da tuttomercatoweb.com Dragan Stojkovic ha parlato di quel Mondiale e di quella lotteria maledetta contro l’Argentina. “I problemi politici erano già cominciati da tanto. Sapevamo che sarebbe stato l’ultimo Mondiale della Jugoslavia, però come gruppo non c’era mai stato alcun problema tra di noi, eravamo tutti amici, si scherzava, non c’era tensione. Purtroppo il nostro sogno è terminato per sola sfortuna: ai quarti di finale contro l’Argentina ai calci di rigore in una partita dove meritavamo noi di passare il turno”.

Fu l’ultimo Mondiale della Jugoslavia, fu l’ultima volta di un gruppo di giocatori di una classe incredibile, fu l’ultimo rigore di una Nazione finita ma di un gruppo di calciatori vivi, uno dei gruppi più forti. Il suo capitano, Faruk Hadzibegic venne eretto a simbolo della fine della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, lui che sbagliò il rigore decisivo e lui che indossò quella fascia fino all’ultima amichevole nel ’92.

Ma Stojkovic non crede che vincere il Mondiale avrebbe cambiato qualcosa, per tutta la forza che ha il calcio ma no, quella volta la Jugoslavia si avviava verso una fine inevitabile e se Faruk avesse segnato quel rigore comunque non sarebbe cambiato nulla: “Non credo che vincendo il Mondiale le cose sarebbero cambiate. Si è parlato anche di questo ma la realtà è che la politica avrebbe fatto il suo corso indipendentemente dal calcio”.

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