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25 maggio 2008: scusaci Dante, è colpa di Zeytu che salva il Verona

Il 25 maggio 2008 l’Hellas strappa il pari all’ultimo respiro alla Pro Patria, superando i lombardi nei play-out di Serie C1

I ricordi pendono tra il Carlo Speroni di Busto Arsizio e piazza dei Signori nel cuore di Verona. I ricordi si consolidano tramite un’esperienza forte, quella di una città che estremamente delusa racchiude ogni speranza in una sola partita. Era il 25 maggio di dieci anni fa: Pro Patria-Hellas Verona, play-out di Serie C1.

All’andata i gialloblù vinsero allo scadere con una girata di testa di Lele Morante, un’emozione altrettanto indescrivibile se non negli occhi di chi era allo stadio quel giorno: davvero ha segnato lui? Al ritorno basta solo un pareggio all’Hellas per la salvezza, ma è un dramma sportivo.

Pro Patria: Anania; Nossa, Citterio, Giani, Imburgia; Cigardi (87’ Marino), Pessotto, Castellazzi; Trezzi (72’ Rosso), Gasparello (25’ Ardemagni), Negrini. A disp.: Capelletti, Martini, Ceriani, Schiavano. All.: Degiorgi.

Hellas Verona: Rafael; Politti, Sibilano, Orfei, Di Bari; Garzon (68’ Minetti), Bellavista, Corrent; Stamilla (61’ Morante), Zeytulaev; Cissè (76’ Altinier). A disp.: Franzese, Faggionato, Comazzi, Piocelle. All.: Pellegrini.

Il Verona parte bene, cercando quel gol di maggiore sicurezza in terra ospite. Dopo poco più di cinque minuti la grande opportunità sfiora la testa di Sibilano, che in tuffo non riesce a impattare la sfera. Al 9′ è addirittura Rafael a far gelare il sangue nelle vene del collega Anania, scavalcato dal rinvio con i piedi del portiere brasiliano ma fortunato quando il pallone esce sfiorando solamente il palo.

La gara è stata ben approcciata dalla squadra di Pellegrini, che tutto si aspetterebbe meno che il vantaggio casalingo: al 37′ Negrini porta avanti con il petto la sfera e aggirata la difesa avversaria spiazza Rafael incrociando con il mancino. Pro Patria-Hellas Verona 1-0. Su piazza dei Signori una nube fitta chiude l’ossigeno ai tifosi. L’affanno di un Verona a un passo dalla C2 è insopportabile.

La prima frazione si chiude così con i lombardi avanti, ma a inizio ripresa l’Hellas dimostra di non aver perso le speranze. Ma più passa il tempo meno sembrano le chance degli scaligeri di scongiurare l’imponderabile. Finché, all’89’, sull’ennesima risalita da destra di Zeytulaev si apre uno spazio: l’uzbeko ci si butta senza pensare al cross neanche in cambio di una camionata d’oro. Mettila, maledetto Zeytu, mettila! L’attaccante gialloblù arriva a pochi passi dall’area piccola in zona defilata, si sposta il pallone sul destro e calcia forte: forte e basta. Anania si tuffa, ma vede passare la C2 fra sé e il primo palo.

Quella partita la vidi dalla Loggia del Consiglio, indebitamente occupata da cento o duecento tifosi. Seduta su una delle marmoree cancellate vi era una giovane e attraente ragazza, magra consolazione di chi, come me, vedeva la propria squadra tanto vicina a un incubo. Sarò stato alto un metro e poco più, undicenne appena. Il boato. Quasi Dante si mosse a dimandar che mai fu cotanto chiasso che ello svegliò. Era il Verona.

Corsi all’interno del loggiato senza una direzione precisa, disegnando un cerchio che non aveva senso, finché incurante della sorveglianza di mio padre mi si parò davanti un signore dai capelli corti e dalla pancia rotonda. Continuando a correre gli saltai in braccio come un koala su un ramo. Scusaci Dante, è colpa di Zeytu che salva il Verona.

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