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Pecchia: “La mia ultima panchina. La salvezza non era impossibile, mi dispiace”

Il tecnico gialloblù saluta Verona con molta tristezza: “Parlerò con Setti. Qui ho passato venti mesi straordinari. Del mio futuro non so ancora nulla”

In uscita dall’Allianz Arena e in uscita, di certo, dall’Hellas Verona. Si conclude con una sconfitta per 2-1 in casa della Juventus la storia fra i colori scaligeri e Fabio Pecchia, allenatore che ha sempre voluto difendere il gruppo anche a costo di assorbire su di sé responsabilità altrui, oltre alle sue già molto pesanti, e di negare l’evidenza.

La partita di oggi è stata particolare: “Abbiamo cercato di fare la nostra prestazione in un’ambiente di festa. Secondo me, in quest’ambiente particolare, è stata un’ottima gara”. Così Pecchia cerca di spiegare l’aria che si respirava per l’addio alla Juventus di Gianluigi Buffon. Poi è passato a parlare della sua squadra, quella che sarà sua ancora per poco, almeno fino all’incontro che si terrà fra pochi giorni con il Presidente Maurizio Setti.

“Credo proprio sia stata la mia ultima panchina qui. Oggi chiudiamo l’attività per il campionato, poi in questi giorni verranno definite le cose. Nei prossimi giorni parlerò con Setti e quello che dirò rimarrà fra me e il Presidente”. E il futuro di Fabio Pecchia è un altro argomento impossibile da sviscerare, ignoto sia a lui che al resto del mondo, di sicuro non c’è altro da dire su quello che è successo quest’anno, nessun complotto e nessun segreto. Solo una legge, cioè rimanere compatti in spogliatoio: “Non so come ripartirò. Intanto vado a casa, poi si vedrà. Non ho alcuna verità da raccontare. Io faccio le conferenze quando le devo fare, non è una presa di posizione, ma credo di non aver nulla da dire. Lo spogliatoio è sacro e va protetto a spada tratta”.

Della città Pecchia si porterà via il sentimento di aver vissuto “due anni a Verona con la mia famiglia. Porterò con me il vivere la città in maniera attiva”. Della sua avventura dice: Venti mesi straordinari a Verona, intensi, formativi per me. Una promozione e una retrocessione, ma tanto bel lavoro. Mi porto via bei ricordi, mi dispiace per quelli che hanno lavorato tanto perché questa è stata una retrocessione per cui mi è dispiaciuto. La salvezza non era impossibile, era un obiettivo impegnativo. (…) Mi è mancato un attaccante, mi è mancato Moise Kean che si è infortunata a lungo nel momento cruciale”.

 

Questa è, con ogni probabilità, l’ultima intervista post-match di Fabio Pecchia da allenatore dell’Hellas Verona. Nei prossimi giorni, riassumendo, seguirà un colloquio con il Presidente Setti e la comunicazione definitiva dell’esonero.

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