L’ex presidente del Parma, Nevio Scala, ha parlato della situazione dell’Hellas Verona durante la serata di Villafranca insieme ai suoi compagni di viaggio Darwin Pastorin e Piero Gros:
La stagione-“Ho visto il Verona lottare, fare delle cose buone ed altre meno buone. Pecchia avrà dato il suo meglio, ma non aveva probabilmente una rosa abbastanza competitiva”.
Permanenza in A-“Non è poi così difficile restarci per tanto tempo, è chiaro che le meno forti rischiano di più ma è anche successo che tante fra quelle in teoria senza troppi mezzi abbiano ottenuto persino qualificazioni alle coppe europee. Il mio Parma all’inizio sembrava destinato a fare poca strada e a retrocedere. Invece abbiamo costruito, lavorato e raccolto quanto seminato, anche grazie a quel pizzico di fortuna che serve come in tutte le cose che fai nella vita”.
Ripartire–È sempre un campionato molto difficile ed equilibrato, dove di anno in anno qualche società esplode ma dove non sono necessari poi così tanti soldi per riuscire ad emergere. E Verona in Serie B non ci può stare. Il Parma è riuscito a tornare nei professionisti ricominciando addirittura dalla Serie D, con zero calciatori e pochissimi interventi economici. E il teorema può valere anche per il Verona ed un eventuale suo ritorno nel massimo campionato. Quando si retrocede ripartire, in fondo, è piuttosto semplice”.
Progettualità-“La squadra va prima di tutto costruita con saggezza, i grandi nomi non servono a niente, bisogna cercare gente che abbia davvero voglia di giocare a calcio e di mettersi in discussione. Fondamentale è la qualità dei calciatori, così come il connubio necessariamente forte fra il direttore sportivo e l’allenatore. Condizione necessaria. Tutte le componenti devono andare al proprio posto ed incastrarsi alla perfezione. Il calcio non è complicato, ma certi passaggi sono basilari. Altrimenti diventa dura arrivare alla meta. Vale per tutti. E se l’allenatore sarà bravo a tirar fuori il caviale anche dalle rape allora il Verona sarà a cavallo. Il resto viene di conseguenza. Bisogna intanto prendere gli uomini giusti, metterli al posto giusto e dichiarare il proprio programma perché ovviamente le questioni economiche non sono secondarie. In base a quelle la dirigenza deve far capire alla sua gente fin dove può arrivare. Non basta vincere i campionati per avere dalla propria parte i tifosi, serve prima di tutto tanta chiarezza. Senza fare promesse che poi non si possono mantenere”.
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