Dossena: “Serve grande spirito, ma per la salvezza è davvero dura”

L’ex giocatore dei gialloblù Andrea Dossena parla della situazione del suo Verona in un’intervista uscita oggi sull’Arena.

Quattro stagioni, 107 presenze e 3 reti. Sono questi i numeri di Andrea Dossena con la maglia del Verona, il club dove è cresciuto calcisticamente fino all’esordio nei professionisti. Poi una lunga carriera che lo ha portato a vestire pure le prestigiose casacche di Liverpool e Napoli. Adesso, dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, l’idea di una nuova esperienza da allenatore cominciando dal basso.

Intervistato dall’Arena, Dossena ha risposto in questo modo alle domande sulla sua ex squadra, impegnata questa sera col Sassuolo: “Da ex mi dispiace tanto, ma certi limiti erano evidenti già all’inizio della stagione. Ho visto il Verona dal vivo perdere male ad Udine, l’ho vista spesso cadere e poi rialzarsi. Davanti al bivio, al momento di affogare o restare in vita, la squadra ha sempre dato un segnale. Va bene, ma non si può sempre andare avanti così. Il colpo di reni non ti riesce sempre. Il Benevento è spacciato, ma pensare adesso ad un Verona salvo non viene così automatico. Stanno meglio il Crotone con le sue grandi motivazioni e la Spal con il suo organico di buon livello”.

L’ex difensore classe 1981 ha parlato poi anche del Sassuolo in questi termini: “Al di là di quel che dice la classifica il Sassuolo ha troppe qualità per venir davvero coinvolto (nella lotta salvezza ndr). Non li vedo così in pericolo, soprattutto da quando la mano di Iachini ha trasmesso quei concetti che forse erano venuti a mancare nella gestione di Bucchi. Bisogna che l’Hellas metta grande spirito.”

Infine, qualche battuta Dossena la rilascia anche sul suo passato in gialloblù e sugli allenatori che più lo hanno ispirato e coinvolto: Malesani aveva una marcia diversa, già nel Duemila ci mostrava le partite a video e faceva l’undici contro zero che per gli altri era qualcosa di sconosciuto. L’altro è stato Ficcadenti. Il suo 4-3-3 era efficace. Gli attimi indimenticabili? L’esordio nel derby del 2001 al posto di Camoranesi, un’emozione senza fine, così come la salvezza in B con Maddè dopo quella brutta annata con le due punizioni di Adailton a Como.”

Redazione

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