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San Siro, una caduta che non pesa ma sottolinea le debolezze gialloblù

La sconfitta a San Siro non pesa così tanto ma pesa. Soprattutto perchè mette in evidenza le grosse lacune dei gialloblù, quelle difensive e quelle offensive

DIFFICOLTÀ DIFENSIVE. Queste si possono analizzare benissimo con il primo gol. Una rete subita dopo neppure 40” taglia le gambe alla squadra gialloblù, che alla fine arriva a prenderne tre, colpa soprattutto di una grossa disattenzione di Caracciolo e Vukovic, i quali si fanno trovare impreparati e non abbastanza concentrati. Pesante anche la superficialità con cui il serbo ha lasciato passare quel terzo pallone “bollente” a due metri dalla porta sguarnita, poiché sì aveva paura di causare un’autorete, ma ha avuto la colpa di non aver seguito con lo sguardo Icardi che invece gli era passato alle spalle.

ONESTÀ. Giusto far notare, e bello che sia stato un certo Beppe Bergomi ad averlo fatto per primo durante la visione degli highlights della gara, che la rimessa laterale di Perisic che ha fornito l’assist a Icardi nel primo gol, è stata effettuata circa 10 metri più avanti rispetto a dove è uscito il pallone calciato da Nicolas. Chissà se con il Var in funzione, visto che il meccanismo ha avuto dei problemi durante la partita, questo gol sarebbe stato annullato.

UN GOL CHE NON ARRIVA. Non è passato molto tempo da quando si scriveva che i gol subiti dal Verona erano un numero spropositato, ma ancora peggio fossero le reti messe a segno. Con l’ultima partita la forbice si apre ancor di più e, facendo un focus, le cifre raggiungono quota: 25, i gol effettuali e 59, le reti subite. Il peggior attacco della Serie A e la difesa più lacunosa dopo solo il Benevento. Se si segna poco è proprio perché si fatica a raggiungere la porta avversaria. Giunti nell’area di rigore, pare infatti che i giocatori del Verona non riescano a terminare l’azione con una conclusione diretta al portiere.

UNA LANCIA SPEZZATA IN FAVORE DEGLI ATTACCANTI. Se è vero che si è segnato poco in tutta la stagione, bisogna anche ammettere che avversa al Verona si sta mettendo anche la sfortuna. Esempio. Sabato contro l’Inter, poco prima dell’inizio del match, un attacco influenzale ha portato via alla causa gialloblù anche Matos, mentre un problema agli adduttori sta tenendo bloccato ai box Moise Kean, il miglior realizzatore della formazione di Pecchia, già fuori da tre settimane e dove ci starà almeno fino a metà o addirittura fine aprile.

Infine Cerci, ritornato operativo proprio contro i nerazzurri, non scendeva in campo dallo scorso 17 dicembre, quando ha subito un infortunio al bicipite femorale.

NESSUNA GIUSTIFICAZIONE. Né quando si parla di episodi, né quando ci si riferisce agli infortuni si vuole giustificare qualcosa o qualcuno. Il Verona non sta tirando fuori gli attributi necessari a rimanere in A, almeno non quelli visti contro Torino e Chievo in particolar modo. Ora inizierà il periodo culminante, già dalla sfida di mercoledì si potrà iniziare a tirare le somme e vedere la destinazione della prossima stagione.

 

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2 anni fa

In seconda categoria non si prende un gol da fallo laterale….la marcatura e la copertura si insegnano nei pulcini..!!!!

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2 anni fa

O un’inversione di allenatore!

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2 anni fa

Benevento in ritiro!!!!a la vedo missione impossibile

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2 anni fa

Se non funziona l’esorcista, mandateli dallo schamano a pedate…

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2 anni fa

Serve un gruppo….coeso d’intenti e qs mister non ha qs forza….poiché mai dimostrata..dunque a Benevento se….ci daranno l’ultima spallata…spero di no ma tt le sensazioni e prestazioni…dubito…./=\sempre

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2 anni fa

Basta dire stronzate …..

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2 anni fa

Se la caduta non pesa la vedremo alla fine del campionato

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2 anni fa

Serve un invenzione di Archimede

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2 anni fa

Proprio un’invenzione…

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