Il capitano gialloblù, raggiunto dai colleghi dell’emittente sportiva, ha parlato del suo passato e dei due attaccanti della Nazionale, ma non solo
Un’intervista breve ma piuttosto ricca di contenuti quella di DAZN a Giampaolo Pazzini, il quale con i colleghi dell’emittente sportiva ha toccato svariati argomenti.
Dal ricordo del suo periodo più bello al prossimo futuro, ecco quindi le principali dichiarazioni.
QUALITÀ. «Io sono un attaccante d’area, e per come gioco io penso sia fondamentale avere qualità in acrobazia e nel gioco di prima, perché spesso non si ha il tempo di stoppare il pallone. Serve poi un po’ d’istinto: solitamente cerco di immaginare dove cadrà la palla che mi sta arrivando, ed è quello che mi permette di anticipare il difensore».
GLI ANNI D’ORO. «Credo che un po’ tutti si ricordino di me per gli anni alla Samp e per quelli in Nazionale. Wembley? Allora non avevo ancora realizzato bene quanto avessi fatto, ora l’ho capito meglio. E poi da quella tripletta cambiarono molte cose, perché capii quanto fosse importante per il gol».
DELUSIONI… «Non ho mai coltivato troppo i rapporti con allenatori, dirigenti e presidenti, quindi penso che tutto ciò che ho avuto sia stato per i miei meriti sul campo. Chiaramente ho incontrato anche persone che si sono comportate male con me, ma credo che quando un giorno le incontrerò di nuovo saranno loro a cercare di evitarmi, mentre io potrò camminare a testa alta».
… E AMICI VERI. «Credo che Luca Toni sia la migliore persona incontrata in questo ambiente. Fare ciò che ha fatto lui a 38 anni? Credo sia impossibile, sia per una questione di struttura fisica, che per il grande campione che lui è stato».
ERRORI E OBIETTIVI. «Quest’anno ho sbagliato un paio di rigori e mi è dispiaciuto molto, ma in fondo in carriera ne ho calciati tanti, più di quaranta, sbagliandone solo tre. La Serie A? Spero di tornarci, voglio migliorare il mio score di reti per superare Cassano per quanto riguarda i gol totali segnati».
QUAGLIARELLA E KEAN. «Sono molto contento per Fabio, si merita tutti gli elogi e i riconoscimenti che gli stanno riservando. Per quanto riguarda Kean, è indubbio che abbia talento, però è molto giovane: probabilmente alla prima partita sbagliata lo massacreranno, ma lui dovrà essere bravo a costruirsi mattoncino su mattoncino per diventare un grande campione. In questo senso è molto fortunato ad avere come allenatore Massimiliano Allegri, uno che sa perfettamente come gestire le pressioni che ora per forza di cose ci saranno sul ragazzo».
Seguici su
Aggiungi calciohellas.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.


