Il momento è complicato, ma l’Hellas Verona Women vuole uscirne al più presto: parola di Laura Capucci.
Raggiunta dai nostri microfoni, la vicecapitana gialloblù ha analizzato la situazione della formazione femminile del Verona che, dopo un avvio piuttosto convincente, si è ora impantanata nelle zone meno nobili della classifica. L’Hellas al momento si trova infatti al terzultimo posto, una posizione che non rende giustizia a una rosa che sembrava costruita per ben altri obiettivi.
Oltre a questo, Capucci ha inoltre parlato del lungo infortunio che l’ha tenuta lontana dai campi per quasi un anno, ma anche della salvezza della scorsa stagione.
Di seguito, dunque, la nostra intervista esclusiva al terzino gialloblù.
Capucci tra recente passato…
Cominciamo parlando di te: finalmente i problemi fisici e gli infortuni sono definitivamente alle spalle…
«In questo periodo mi sento molto bene a livello fisico. Finalmente posso andare avanti senza pensare costantemente al ginocchio. Sicuramente continuo a fare prevenzione, sto molto attenta e ascolto di più il mio corpo, però mi sento meglio e ciò mi rende anche più lucida in campo».
Torniamo per un secondo alla scorsa stagione. Tra infortunio e rendimento della squadra, è stata la più dura dell’esperienza gialloblù di Laura Capucci?
«Credo proprio di sì. La squadra l’anno scorso era molto giovane, sapevamo che sarebbe stato un campionato difficile e abbiamo faticato sin da subito. Io poi sono stata infortunata per un periodo lunghissimo e mi dispiaceva non poter dare una mano alla squadra. Non fare ciò che facevo tutti i giorni per così tanto tempo non è stato facile, però mi ha fatta crescere molto. Penso di essere diventata più forte a livello caratteriale. Alla fine, comunque, tutto è andato per il meglio».
Nonostante la poca esperienza di buona parte della rosa, siete riuscite a salvarvi al termine di una rincorsa incredibile. Cosa secondo te è stato decisivo?
«Credo che la consapevolezza di essere a Verona ci abbia dato una grande spinta. Raggiungere la salvezza era fondamentale, sentivamo di doverlo a questa società e a questa città, e questo senso di appartenenza ci ha fatto tirare fuori le unghie e arrivare all’obiettivo».
… e presente dell’Hellas Verona Women
Arriviamo a questa stagione. Dopo un mercato importante e un buonissimo avvio, c’è stato un calo evidente…
«Quest’anno la base di partenza era molto solida: siamo davvero una bella squadra e ci alleniamo molto bene. Questo all’inizio dell’anno ha portato dei buoni risultati e infatti siamo partite bene, ma poi abbiamo avuto qualche problema. Prima c’è stata una fase in cui i risultati non arrivavano nonostante le buone prestazioni e in cui, anche a causa di un pizzico di sfortuna, non abbiamo portato a casa punti che magari avremmo meritato; poi invece c’è stato un effettivo calo e una fase in cui ci sentivamo anche un po’ disorientate».
Credi che, a livello inconscio, abbiate pagato una classifica “troppo tranquilla”? E se no, cosa c’è alla base di questo terzultimo posto?
«Sicuramente siamo consapevoli del fatto che la promozione in Serie A fosse difficilissima, ma all’inizio non pensavamo nemmeno di dover lottare per salvarci. Non credo che alla base ci sia la classifica troppo tranquilla, quanto alcuni momenti di défaillance che nel calcio possono capitare. L’importante è riuscire a uscirne».
La sconfitta contro il Cesena è stata molto pesante: come te la spieghi?
«È molto difficile spiegarsela. Ci sono sconfitte che si possono analizzare sotto il profilo tecnico-tattico, ma in quello 0-5 c’è stata una somma di cose che non ci ha minimamente permesso di esprimere il nostro gioco. È stato un k.o. che abbiamo sofferto parecchio anche una volta uscite dal campo e a cui pensiamo tutti i giorni. Davvero fatico a trovare una spiegazione».
Nei giorni scorsi è arrivato anche il cambio di allenatore. L’esonero di Bragantini vi ha scosse?
«Prima di tutto, sappiamo di essere le prime responsabili in quanto a giocare siamo noi. Sappiamo di dover cambiare il nostro atteggiamento e il nostro modo di stare in campo. Il cambio di allenatore ci ha sicuramente dato una scossa e abbiamo senz’altro una grande voglia di rivalsa. Sotto questo aspetto, la squadra è molto carica».
Come sono stati questi primi allenamenti con mister Moll? E cosa vi ha detto appena arrivato?
«La cosa che più mi ha colpito del mister è il suo entusiasmo. Ci ha parlato di quello che ci ha visto fare in passato e ora sta cercando di trasmetterci i suoi principi. Ci sta dando grande libertà di gioco e noi stiamo cercando di adattarci a nuovi ritmi e agli inevitabili cambiamenti che una nuova guida tecnica comporta. Chiaramente per queste cose ci vuole un po’ di tempo, ma secondo me, grazie anche alla voglia di rifarci che si respira in spogliatoio, siamo a buon punto. In tal senso, sono molto fiduciosa».
Capucci suona la carica
Alla prossima c’è l’Arezzo. Serve assolutamente riscattarsi per evitare un finale con più patemi d’animo del necessario…
«Spero che questa pausa ci aiuti a ritrovare i nostri principi, il nostro gioco e la nostra voglia di divertirci. Vincere contro l’Arezzo ci servirebbe moltissimo sotto il profilo psicologico e ci aiuterebbe a ripartire, riportando fiducia e dandoci la spinta giusta per tentare di vincere anche le gare successive».
Qual è l’obiettivo da qui a fine stagione?
«Vogliamo ritrovare un’identità di gioco e la consapevolezza necessaria per affrontare le partite. Dobbiamo scendere in campo pronte, sicure di ciò che abbiamo fatto in settimana e consce di ciò che sappiamo fare e di ciò che serve per affrontare al meglio le nostre avversarie».
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