Intervenuto al Corriere di Verona, Sergio Puglisi Maraja (ex presidente dell’Hellas e uno dei fondatori delle Brigate Gialloblù) ha ricordato il proprio 12 maggio 1985.
Queste, dunque, le sue principali dichiarazioni:
«Alla partenza per Bergamo c’era un misto di euforia, serenità e un leggero timore di non farcela che si ripropose quando, all’intervallo, l’Hellas era sotto 1-0. Il gol di Elkjaer a inizio ripresa però stemperò tutto.
Uno dei momenti più belli fu quando, a cinque minuti dalla fine, iniziammo a intonare i nomi della formazione. Io e Sandro Masetti, con cui fondai le Brigate Gialloblù, attendemmo il fischio finale in religioso silenzio.
Al ritorno, da Sirmione in poi, i cavalcavia dell’autostrada erano pieni di tifosi e in città la gente era impazzita, si faceva fatica a camminare. Noi però non andammo in piazza Bra: preferimmo chiuderci in casa per guardare la Domenica Sportiva. Dopo una stagione così, sentivamo il bisogno di un momento più “intimo”.
Cosa vuol dire quello scudetto oggi? Che l’Hellas fece un’impresa unica al mondo in un calcio non ancora corrotto dal denaro e in cui anche la provincia poteva arrampicarsi in vetta».
Seguici su
Aggiungi calciohellas.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.



I don’t think the title of your article matches the content lol. Just kidding, mainly because I had some doubts after reading the article.
Io c’ero e oggi festeggio il mio compleanno ill più bel regalo della mia vita 💛💙fino alla fine grazie Campioni grazie HELLAS 💛💙⚽💛💙