Intervenuta ai microfoni di Hellas Channel per la rubrica Viste da vicino, Ilaria Veronese ha parlato della propria esperienza all’Hellas Verona Women.
Di seguito, dunque, le principali dichiarazioni della centrocampista gialloblù.
L’HELLAS. «La mia famiglia segue il calcio da sempre e tutti tifano Verona. Giocare nell’Hellas è quindi un sogno che coltivo fin da piccola. Aver conosciuto Zaccaria Tommasi quando ero molto giovane è stato un fattore determinante: sono qui anche grazie a lui. Il ricordo più bello? Senz’altro il debutto in Serie B arrivato durante la scorsa stagione».
IL RUOLO. «Da quando ho cominciato giocato un po’ ovunque: come mezzala, come play, come terzino e anche come esterno alto d’attacco. Oggi mi piace fare la mezzala, ma sono una giocatrice più offensiva che difensiva, mi piace inserirmi tra le linee. In campo sono poi molto attenta e penso abbastanza prima di agire. Mi definisco una centrocampista “di visione”: non faccio tantissimi chilometri, corro quando bisogna correre, ma preferisco ricevere e passare la palla alle attaccanti. Mi piace gestire il pallone, averne il controllo. Se devo scegliere tra gol o assist, scelgo l’assist».
I MODELLI. «Tra le mie compagne mi piace molto come gioca Naydenova, una giocatrice molto tecnica e imprevedibile. Il mio modello però è Mancuso: lei sa capire velocemente la posizione delle avversarie non appena riceve palla, sa dove girarsi e sa come controllare il pallone in base alla posizione della sua marcatrice. È partita come me dal settore giovanile e oggi, a ventuno anni, è il vicecapitano. Per me è un punto di riferimento. Fuori dal Verona, invece, mi piacciono molto Dragoni nel femminile e Dybala nel maschile».
IL GRUPPO. «Quando sono stata promossa in prima squadra insieme alle “grandi”, non giocavo quasi mai. C’era una grande differenza d’età, a diciotto anni condividevo lo spogliatoio con ragazze che ne avevano anche quindici in più. All’inizio non è stato semplice, ero la “piccolina” del gruppo, ma poi sono riuscita a inserirmi bene e alla fine mi sono trovata benissimo. Tutte le mie compagne mi hanno sempre fatta sentire parte dello spogliatoio e io stessa andavo ad allenarmi con grande grinta».
LA STAGIONE. «Quest’anno mi trovo bene con il gruppo: siamo più giovani, abbiamo bisogno di incoraggiarci a vicenda e, anche se non sto giocando moltissimo, so che c’è bisogno anche di me. Mister Venturi è bravo, ha un’idea di gioco che mi piace molto e, se riusciremo a mettere in pratica quello che ci consiglia ogni giorno, potremo fare davvero bene. Siamo una squadra almeno da metà classifica, non meritiamo di essere dove siamo ora: abbiamo perso tanti punti che potevamo e dovevamo portare a casa».
IL FUTURO. «Vorrei che il calcio diventasse la mia vita e il mio lavoro. Se riuscissi ad arrivare in Serie A sicuramente realizzerei quello che a oggi è un sogno, e so che con impegno e costanza posso farcela. La mia aspirazione è poi quella di restare al Verona finché potrò e di diventare una bandiera di questo club».
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