Una stagione iniziata male e finita ancora peggio

L’estate del Verona aveva forse fatto presagire quanto poi è successo. E la retrocessione è ormai cosa fatta

Il Verona è in B. Per tutti ma non ancora per la matematica, come si legge sull’edizione odierna de L’Arena. Quella dei gialloblù è una stagione che sta finendo malissimo ma che era comunque iniziata non in maniera idilliaca.

L’estate infatti si era aperta con l’addio di Toni per incompatibilità con Fusco, per poi passare in ritiro alla telenovela Cassano, condita dalla gelosia dei brasiliani Bessa e Romulo.

Poi si è aggiunta anche la sfortuna: la corsa in ospedale di Bianchetti e poi tutti gli altri infortuni concentrati nel reparto difensivo, un mercato poco fortunato che ha visto sfumare all’ultimo momento affari come quello di Cutrone.

A tutto ciò si è aggiunta l’inesperienza in A di Corrent e Pecchia. Pronti-via e scoppia subito il caso Pazzini, Cerci s’infortunia, Kean dimostra immaturità, Bruno Zuculini si arrabbia (e poi lascerà per tornare in Argentina).

Il tutto gestito da Fusco al quale, sempre secondo L’Arena, sono state lasciate troppe libertà. E così anche a gennaio, quando si poteva tentare di intervenire sul mercato, non lo si è fatto. Un esempio? Matos–Petkovic per Bessa–Pazzini.

 

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