Pandur: “Anno di crescita. Un onore giocare per Juric”

Il portierino gialloblù, intervistato dai colleghi croati di Index.hr, ha anche parlato del futuro del tecnico croato

Un’annata di crescita: questo è stata l’ultima stagione secondo Ivor Pandur. Il portierino gialloblù, raggiunto dai colleghi croati di Index.hr,  ha infatti parlato dell’ultimo campionato, spendendo poi due parole anche su Ivan Juric, Nikola Kalinic e non solo.

Di seguito, dunque, le principali dichiarazioni

L’ULTIMA DI CAMPIONATO. «Siamo andati a Napoli per giocare per noi stessi, per i nostri tifosi e per cercare di concludere una grande stagione. Noi abbiamo giocato alla grande mentre il Napoli era nervoso vista l’importanza della partita: direi addirittura che quell’1-1 ci è andato un po’ stretto. Alla fine loro erano tristi e delusi, ma sapevano che stavamo giocando per noi stessi e che questo è uno sport».

IL MISTER. «Alla vigilia della stagione tutti erano sicuri che saremmo retrocessi, ma Juric ha fatto un miracolo. In tutti questi anni ha dimostrato che il denaro non è tutto. È incredibile quanto sia concentrato sul calcio: è il primo ad arrivare al campo e l’ultimo ad andarsene. I giocatori lo adorano perché ha dimostrato di credere in loro, di stare sempre al loro fianco e coprire loro le spalle. È un onore giocare per un allenatore così. Il suo addio? Onestamente ne so quanto tutti gli altri. Ho letto qualcosa al riguardo, ma fino a quando non sarà ufficiale credo che Ivan Juric sia ancora l’allenatore del Verona».

LA STAGIONE. «Avrei sicuramente voluto giocare di più, ma la verità è che questo è stato un anno per imparare e maturare. Sono ancora un giovane portiere e credo che di aver imparato e di essere cresciuto molto a Verona. Alla fine del campionato comunque ho avuto la possibilità di quattro partite: è stata una ricompensa per il lavoro che ho mostrato. Il futuro? Attualmente sono un giocatore del Verona, cosa succederà dopo non lo so e al momento non me ne occupo. Più avanti ci siederemo più tardi e sistemeremo tutto, ma ora penso solo alla Nazionale».

IL CONNAZIONALE. «Kalinic è un grande personaggio. Già nel primo allenamento alla prima ricezione del pallone si è vista la sua classe: purtroppo ha avuto degli infortuni che lo hanno un po’ bloccato, ma è stato il migliore quando ne avevamo più bisogno».

Redazione

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3 Commenti
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mingo
5 anni fa

Vratise u kuca Decko

Stefano
5 anni fa

Caro Pandur ( aggravante slava) , qui l’ onore è giocare per l’ hellas . Trovo squallida questa lisciata. Vai anche tu a Torino, tanto qui non sarai mai titolare

Renzo
5 anni fa
Reply to  Stefano

Credo sia Setti l’unico responsabile, dove deve attingere soldi x finanziare le sue aziende “decotte”. Non è un manager , dove trovava i soldi per acquistare l Hellas …da Volpi .

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