Daniele Cacia, “el segna sempre lu” come diceva alla radio Roberto Puliero, è stato un simbolo della cavalcata guidata da Mandorlini alla conquista della massima categoria dopo l’inferno della Serie C.
L’attaccante calabrese è stato il capocannoniere dell’anno della promozione, con impegno, determinazione e a suon di gol è entrato nel cuore dei tifosi scaligeri.
Anche Verona è rimasta nel cuore di Cacia e l’ha ammesso in un’intervista a Tacchetti di Provincia:
“Verona non è una piazza piccola, l’ho sempre amata ed è stata la scelta azzeccata. A Verona ho trovato un tecnico che mi ha esaltato e un gruppo di compagni che mi fece segnare ben 24 gol in una stagione, facendomi vincere il titolo di capocannoniere. I tifosi hanno la vera passione, vedi gli occhi che brillano. Quando dai tutto, anche se non vinci, i tifosi sono contenti e sono dalla tua parte, Verona la puoi capire solo se dai tutto. Verona è anche un vivaio importante, come per Jorginho che si capiva da subito che sarebbe stato un campione. L’anno successivo ebbi la fortuna e la sfortuna di trovarmi davanti un certo Luca Toni in stato di grazia, tanto che vinse la classifica marcatori della massima categoria e per forza di cose mi tolse spazio”.
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Grande grande bomber grazie Cacia
Che nostalgia, grande bomber, hai dato tutto per questa maglia.
Per la B serve trovare un bomber come era Cacia. Se investono su un profilo del genere torniamo subito in A
Grande Cac
Un grande attaccante top
Grande bomber, ma soprattutto uomini veri.
Grande bomber
Adesso abbiamo tutti stranieri, e protetti dai procuratori di m
Impressionante macchina da gol.