Intervenuto in conferenza stampa, Paolo Zanetti ha presentato Verona–Parma, gara in programma domenica alle ore 12:30 al Bentegodi.
Di seguito, dunque, le principali dichiarazioni rilasciate dal tecnico dell’Hellas.
MOMENTO DELICATO. «Partita indubbiamente importante, da affrontare al massimo delle nostre possibilità. Abbiamo lavorato duramente e bene per due settimane, questa partita ci deve dare uno slancio per il futuro. Ci sarà tensione, ma dobbiamo andare in campo con una certe forza psicologica rispetto a Lecce, in cui siamo andati in campo troppo preoccupati. Abbiamo portato un punto a casa, ma la prestazione non è arrivata. Questa ci ha portato delle critiche e una pressione giusta che stiamo gestendo. La squadra è consapevole del momento».
TEST. «L’amichevole contro il Bellinzona è stata fatta per mettere minuti e prendere ritmo partita a chi ha giocato meno. Giocatori come Al-Musrati, Sarr e Mosquera mi hanno dato i giusti segnali».
INFERMERIA. «Kastanos non ci sarà per una contusione al piede nella prima partita con Cipro. Nelsson non ha praticamente giocato con la Danimarca e Belghali e carico dopo il gol. Bernede è da valutare dopo una botta alla coscia. Serdar ha iniziato a correre e si andrà avanti in questo senso. Proviamo a recuperarlo per la prossima, altrimenti sarà per quella dopo».
ORBAN. «Tratto Orban come tutti gli altri. Non valuto solo se lui fa gol o meno, mi interessa che giochi con la fame giusta. Probabilmente in una o due partite non l’ha avuta, in altre è stato straordinario. Per noi è un punto di forza, ma lo devono essere anche Sarr e Mosquera, come altri giocatori in altre zone del campo. Non perderò mai la fiducia in Orban, anche se in futuro farò altre scelte. Il dato che ci ammazza è che nei primi 60 minuti siamo da prime dieci, per il resto siamo da retrocessione. Ci sono sempre ragionamenti da fare anche su questo durante la partita perché abbiamo anche una classifica deficitaria».
L’AVVERSARIO. «Il Parma ha qualità, ha giocatori importanti e caratteristiche ben chiare. Hanno Cutrone, che attacca bene gli spazi e Pellegrino, il migliore attaccante nel gioco aereo del nostro campionato. Abbiamo studiato la partita, non solo su come sono loro ma su come possiamo metterli in difficoltà».
TIFOSI. «Lo stadio sarà pieno, la gente ci viene ancora incontro in un momento di difficoltà e dobbiamo ringraziarli per questo. Sono convinto che possiamo fare e dare di più per la nostra gente, ma anche certo che i giocatori mi hanno sempre dato tutto e penso che si meritino una soddisfazione che è tanto che cerchiamo con poche parole e tanti fatti».
TRIDENTE. «Non mi piace improvvisare sistemi di gioco. Ci sono soluzioni che possono essere utili dall’inizio e a gara in corso. Sul tridente ho avuto buone risposte. Orban è un nove, Mosquera ha caratteristiche fisiche importanti. Ma bisogna sempre ragionare nei novantacinque minuti».
VICE-SERDAR. «Al-Musrati è un play, non è un giocatore di inserimento come Serdar. Lavora nella sua zona circoscritta e sa fare bene il suo compito. Gagliardini invece ha avuto una storia da mezz’ala, l’ho adattato io a play. In un centrocampo a tre li schiereri così».
PROGETTO. «Tra quest’anno e l’anno scorso ci sono differenze importanti. L’anno scorso c’erano una barca con parecchie falle, quest’anno stiamo costruendo qualcosa con solo delle falle dal punto di vista realizzativo. Hp trasmesso alla società la mia voglia di fare un tipo di calcio, dall’altra parte so anche che contano i risultati. So benissimo qual è la mia situazione personale, ma il club mi ha chiesto di iniziare un progetto con una squadra che si ha mente di migliorare anche a gennaio. Certo che ci vuole tempo, gli alti bassi ci possono stare. Le squadre tipo uno ce le ha sulla carta, ma ci sono mille varianti durante la stagione».
HARROUI. «Harroui arriva da un crociato, non ha nessuna colpa. Sappiamo tutti che è un calciatore veramente forte, man abbiamo molto tempo. Per tornare a essere quello di prima deve giocare il più partite è possibili. L’avevamo visto molto bene in allenamento, poi in partita non è riuscito ad esprimersi. La mia stima per lui è infinta, anche io mi sono fatto al ginocchio e so che ci vuole tempo. Servirà fiducia per rivedere lo stesso Harroui di un tempo e sarà lo stesso discorso per quando rientrerà Suslov. La responsabilità del suo scarso rendimento a Lecco comunque è stata mia».
REPARTO ARRETRATO. «In difesa siamo completi, tutti devo aggrapparsi al posto da titolare. Unai Nunez è un giocatore forte. Valentini lo conosciamo bene ma è stato insidiato da Frese che ci ha dato soluzioni di gioco diverse. Ebosse sta migliorando, Slotsager ha tutte le carte in regola per avere minuti ma la situazione è quella che è. Le scelte sono fatte esclusivamente per il bene della squadra».
DISTRAZIONI. «Non ho visto Giovane distratto dal mercato. Lui non ha colpe di queste voci, gli articoli li scrivete voi. Lui si limita ad allenarsi bene, non ho visto nessun cambio di atteggiamento. Con il Lecce non ha fatto come al solito, ma ha comunque dato tutto e per me è imprescindibile. Lui sa che prima viene la squadra, noi dobbiamo salvare l’Hellas ed è l’unica cosa che conta».
Seguici su
Aggiungi calciohellas.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.



Grassie mister🙆 (par fortuna che è ‘rivà i ‘mericani)😄”squadra che vince non si cambia
Sei un aseno
. Il momento dura da 11 partite .. non è un momento sono 3 mesi e tu sei un incapace
Zanetti : io non mollo, ma … visti i risultati, E’ MEGLIO CHE TI MOLLIAMO NOI !
Siamo il Monza dello scorso anno. Allenatore frastornato, giocatori da serie b, con un Presidio che pensa solo ai soldi dello stadio, della vendita dei migliori giocatori e ovviamente i soldoni del paracadute.
Vai viaaaa
Grande mister! Sfido chiunque a non essere ultimi con tutte quelle ciofeghe che ti hanno fatto trovare nella rosa. Zanzi e Sogliano raus!
A proposito te si ultimo da stasera somaro rato mummia VATTENE😡😡😡
No se pero come allenatore te si scarso ma propio scarso fora subito
El Guardiola de Valdagno DB
Domani bisogna soli vincere. Vedi di non sbagliare l’approccio e la formazione. Il resto sono kagate